Il missile che rinverdisce l'intesa tra Italia e Turchia

TUR PRESIDENCY / MURAT CETINMUHUR / ANADOLU AGENCY / ANADOLU AGENCY VIA AFP

AGI - Il rinnovamento del sistema di difesa missilistico Samp-T ha costituito il tema centrale dell'incontro avvenuto a margine del G20 di Bali tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il premier italiano Giorgia Meloni.

Un faccia a faccia servito a sbloccare l'impasse che caratterizza un'intesa firmata nel 2018 tra le aziende della Difesa turca Aselsan e Roketsan con Eurosam (costituto dalle società Mbda Italia, Mbda Francia e Thales). un'intesa che coinvolge Italia, Francia e Turchia.

A dare nuovo impulso al progetto la guerra in Ucraina. Samp-T, che sta per Sol-air Moyenne Portèe Terrestre, costituisce infatti l'opzione di Francia e Italia per contribuire alla difesa del suolo ucraino qualora venga attaccato da missili balistici tattici russi a corta gittata.

Già in dotazione di Francia e Italia, tocca ora alla avanzatissima industria della Difesa turca sviluppare e consentire un salto di qualità agli apparati già in uso, integrandoli con missili e radar di ultima generazione, tecnologie integrate anche ai famigerati droni TB2 Bayraktar, che Ankara esporta in 24 Paesi.

Il Samp-T attualmente negli inventari dell'esercito italiano e francese è il risultato del programma di sviluppo italo-francese FSAF (Famiglia di Sistemi Superficie Aria), il cui obiettivo era quello di colmare un vuoto nei casi di attacchi aerei, missili balistici a corto raggio, razzi sparati da distanze ridotte che richiedono tempi di reazione rapidi perché sferrati da velivoli mobili e dinamici.

Il sistema attuale ha come principali caratteristiche una grande mobilità, flessibilità e rapidità di schieramento, la capacità di gestire e segnalare minacce provenienti da un arco di 360 gradi, grazie a una serie di radar ad ampio raggio.

Le forze armate italiane possono al momento disporre di 5 batterie di missili Samp-T, dispiegate presso il IV reggimento artiglieria contraerei di Mantova, dove sono divenute operative a partire dal 2013.

Il sistema allo stato attuale è composto da una serie di moduli integrati. Il modulo di ingaggio e' la parte deputata al controllo tattico e interno del sistema nel suo complesso. È organico al modulo di comando, area operativa dove la missione viene pianificata, controllata in ogni singolo step e dove avviene il coordinamento con il supporto logistico.

Il radar Arabel 90, che l'intervento turco dovrebbe provvedere a rivedere e migliorare, ha il compito di individuare, identificare, tracciare e inseguire i bersagli.

Il modulo gruppo elettogeno è invece necessario per alimentare il radar e consta anche di un gruppo elettrogeno di sostegno e riserva per evitare che l'operatività venga meno. L'intervento della turca Aselsan dovrebbe essere anche sull'alimentazione energetica, con effetto sull'estensione della durata delle operazioni.

Toccherà invece a Roketsan fornire missili di ultimissima generazione, che sostituiranno le batterie da 8 missili Aster30 attualmente utilizzate, missili a lancio verticale con guida terminale a seeker attivo, vale a dire capaci di inseguire l'obiettivo. Ultimo modulo è l'unità di ricarica terrestre, necessario a caricare i missili sul lanciarazzi.

Nel biennio 2015/2016 una delle unità in dotazione all'esercito è stata dislocata a Roma per sventare eventuali minacce rivolte al Giubileo Straordinario. Dal 2016 a fine 2019 una seconda unita' e'stata schierata in ambito Nato nella base turca di Kahramanmaras, nel sud della Turchia, per scongiurare l'eventualità di attacchi con missili balistici tattici da parte del regime siriano di Bashar el Assad.

Una missione Nato, denominata "Active Fence", che ha consentito di mantenere eventuali minacce aeree lontane dal fianco sud est dell'Alleanza Atlantica.

Altro programma Nato che ha visto l'impiego dei Samp-T e' l'Active Layered Theatre Ballistic Missil Defence (ALTBMD), vitale per la difesa di aree di alto interesse strategico.

Lo scorso anno una batteria di Samp-T e' diventata operativa in Kuwait, dove è stato schierato per garantire il successo dell'operazione Inherent Resolve e garantire protezione e incolumità da attacchi sferrati da quote intermedie contro unità e asset strategici dell'Aeronautica italiana, dei battaglioni locali e dei militari di tutti i Paesi membri della Coalizione che prendono parte alla missione.