Il mistero del documento scomparso dal sito Oms continua

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Zambon contro Guerra
Zambon contro Guerra

La storia del documento scomparso dal sito dell’Oms continua. Un mistero ricco di particolari, che continuano ad aumentare ogni giorno. Il botta e risposta di Francesco Zambon e Ranieri Guerra continua e le accuse diventano ogni giorno più pesanti.

Zambon contro Guerra

Guerra mi chiamò e mi disse che era sulla porta del direttore generale e che se non avessi modificato il testo come richiesto, avrebbe detto che c’ero io dietro la puntata di Report che metteva sotto accusa l’Oms” ha spiegato Francesco Zambon, coordinatore dei ricercatori che hanno prodotto il documento in questione. Questa accusa è stata fatta proprio nella trasmissione di Rai2, dopo settimane in cui cercava di evitare di mostrarsi. Zambon ha deciso di andare al Tribunale di Bergamo per rispondere alle domande dei pm, senza avvalersi dell’immunità diplomatica e disobbedendo alla richiesta dell’Oms. “Io di quella puntata di Report non sapevo assolutamente niente, poi, guardandola, capii perché: si facevano pesanti accuse sui legami tra Cina, Etiopia e altre cose e c’era anche una parte dedicata al piano pandemico” ha spiegato Zambon, sottolineando che a Ginevra c’è molta apprensione per questa inchiesta “quindi anche Tedros certamente lo sapeva“. L’esperto ha raccontato la sua paura, ovvero quella di essere licenziato in qualsiasi momento. “Vado molto fiero dei contenuti del rapporto, volevo che fosse letto dalla gente e non solo da ministri e decisori politici, volevo che fosse letto dalle persone perché potessero essere preparate anche da un punto di vista emotivo” ha spiegato Zambon, che ha rimandato al mittente le accuse degli errori diffusi nel documento. Secondo la ricostruzione di Report e del ricercatore, dopo la pubblicazione del rapporto sul piano pandemico italiano, “si è innescato un incendio in varie istituzioni di Roma, so per certo che c’era grande subbuglio“. La trasmissione ha mostrato una mail in cui il direttore dell’Oms per l’Europa, Hans Kluge, ha scritto di essere preoccupato per la reazione del ministro della Salute, Roberto Speranza, che sembrava essere particolarmente infastidito. “Gli scriverò che istituiremo un gruppo di esperti tra ministero, Istituto superiore di sanità e Oms per rivedere il documento” ha scritto, inoltre. Secondo Zambon questa proposta è particolarmente “strana“.

Il rapporto con Ranieri Guerra diventa sempre più difficile e burrascoso. “Più volte, sia via mail che per telefono, mi ha chiesto di modificare la datazione del piano pandemico italiano. Lui voleva che io scrivessi nel rapporto che il piano, dal 2006, era stato aggiornato, usando proprio le parole updated and reconfirmed” ha dichiarato il ricercatore dell’Oms. “Consultandomi con tutti gli autori del rapporto, abbiamo deciso assolutamente che potevamo scrivere reconfirmed perché in effetti non era cambiato neanche di una virgola dal 2006, ma certamente non potevamo scrivere updated cioè aggiornato. Questo sarebbe stato dichiarare il falso ed io non me la sono sentita” ha spiegato Zambon a Report. Il ricercatore ha scritto a Tedros per avvisarlo della situazione ma non ha mai avuto risposta. “Non capisco perché Zambon si senta oggetto di minacce e pressioni” ha, invece, spiegato Ranieri Guerra a Non è l’arena. “Io non ho mai fatto ritirare nessun rapporto, io non ho potestà, lo decide l’ufficio di Copenaghen, io non sono nella catena di comando, non capisco perché Zambon parli di me” ha aggiunto. Guerra si dichiara estraneo da questa vicenda. “Io non ho mai visto il testo se non copertina e indice, ho visto il rapporto 40 giorni prima della pubblicazione ricevendolo dagli uffici di Ginevra perché il suo assistito non aveva tempo per me, non aveva tempo di mandarmelo. La comunicazione al Ministro non spettava a me, sono stato informato della pubblicazione a pubblicazione avvenuta e ho anche tentato di salvare quel rapporto mettendo a disposizione due esperti per correggere gli errori” ha spiegato Guerra.