Il mistero dell'orario in cui è partita la processione funebre della regina Elisabetta

no credit

AGI - Alle 2:22 del pomeriggio, ora di Londra, è partita da Buckingham Palace la processione funebre con il feretro della regina Elisabetta II, in direzione della Westminster Hall. Buckingham Palace non ha comunicato le ragioni di tale orario. La durata del percorso a piedi, scrive la stampa britannica, è pari a 38 minuti e quindi fissare l'inizio della cerimonia alle 2:22 avrebbe consentito di assicurare l'arrivo della salma alla sua destinazione alle 15:00 locali. Ci sono però ipotesi molto più suggestive, legate alla storia personale della defunta monarca o alla tradizione religiosa.

Un tributo a re Giorgio VI

Il 6 febbraio 1952, dopo la morte di re Giorgio VI, padre di Elisabetta II, la campana di Sebastopol dell'Abbazia di Westminster, che suona solo quando un monarca scompare, segnò 56 rintocchi, uno per ogni anno della vita del defunto, dalle 13:27 alle 14:22. La scelta dell'orario della processione potrebbe essere quindi un tributo al genitore della regina e costruirebbe un legame simbolico tra la morte dei due sovrani.

Il giubileo di platino

Non manca chi fa notare che le 2:22 richiamano il febbraio 2022 (2/22), il mese che segno' il Giubileo di Platino, ovvero i 70 anni di regno, di Elisabetta II.

Il numero degli angeli

Secondo alcune tradizioni cristiane, è il numero degli Angeli del Signore e simboleggia unita', amore e la nostra relazione con Dio. Questa interpretazione, pur menzionata da alcune testate inglesi, appare pero' abbastanza fantasiosa, dal momento che si tratta, appunto, di tradizione e non di dottrina.

L'ora della morte di Cristo

Se la partenza alle 2:22 ha avuto lo scopo di far giungere il feretro alla Westminster Hall alle 15:00, c'e' chi suggerisce un parallelo con l'ora in cui Cristo spiro' sulla croce. In realta' e' anche questa una tradizione, legata ai Vangeli di Marco e Giovanni, nei quali la morte di Gesu' di Nazareth viene fissata "all'ora nona".

Va pero' ricordato che i romani dividevano in dodici intervalli le ore di luce, che avevano pertanto durata variabile e duravano 60 minuti precisi, come oggi, solo durante gli equinozi. Non e' quindi possibile far corrispondere con precisione l'ora nona citata nelle Scritture alle tre del pomeriggio, in quanto cio' presupporrebbe fissare "l'ora prima" alle sei del mattino in punto e non al sorgere del sole, come avveniva nel I secolo.