Il modo giusto per licenziare una persona

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AGI - I dirigenti? Oggi fanno a gara per far sapere ai dipendenti che non sono solo “abiti vuoti”, ma che invece sono anch'essi umani, con un cuore che batte, con proprie emozioni, che naturalmente ora condividono in modo più ampio anche sui social, specie su Twitter, e nelle riunioni periodiche con il personale.

Del resto, gli amministratori delegati hanno studiato a lungo come fornire buone e cattive notizie ai propri dipendenti. Si sono allenati a lungo a lanciare grandi idee e ad censurare quelle mediocri.

Ora hanno una nuova arte da imparare: quella di esser vulnerabili. Già, perché “l'intelligenza emotiva” è arrivata a conquistare la classifica delle guide manageriali più vendute, si legge sul New York Times.

Prendiamo il caso di Ryan Caldbeck, già amministratore delegato di CircleUp. Nel 2016, ha licenziato circa il 15% del suo team di 45 persone presso la sua società di tecnologia finanziaria, ma alla fine non ce l'ha fatta a trattenersi ed è scoppiato in lacrime. Ora condivide apertamente i suoi sentimenti con i colleghi.

Oppure il caso del signor Wallake, 32 anni, che ha iniziato a piangere, pochi istanti dopo aver licenziato due lavoratori. Era amministratore delegato di HyperSocial e ha pubblicato la sua foto in lacrime su LinkedIn. Lo scopo? "Voglio solo che le persone vedano che non tutti i Ceo là fuori sono freddi", ha scritto il signor Wallake. “So che non è professionale dire ai miei dipendenti che li amo. Ma dal profondo del mio cuore, spero che sappiano quanto faccio".

Il riscontro è stato rapido altissimo, il suo post ha generato più di 10.000 commenti, molti dei quali hanno notato che Wallake “aveva evidenziato il proprio dolore in un momento in cui i suoi dipendenti stavano soffrendo”. "Questa vulnerabilità del tipo 'non sai quanto sia difficile per me licenziarvi' è qualcosa che le persone possono evitare", ha affermato al quotidiano newyorkese Edward Sullivan, allenatore esecutivo e coautore di "Leading With Heart", ovvero guidando con amore.

Insomma, anche i Ceo si pentono, hanno rimorsi per le azioni non sempre corrette compiute. Come licenziare di punto in bianco per ragioni essenzialmente di bilancio. Anche per loro il cuore di pietra regge, ma fino a un certo punto.