"Il mondo addosso" il podcast con il racconto degli abitanti dell'Isola del Giglio

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AGI - A 10 anni dalla tragedia della nave Costa Concordia, dove persero la vita 32 persone, il naufragio viene raccontato da un punto di vista inedito: quello degli abitanti dell'Isola del Giglio che sin dal primo momento hanno saputo reagire mettendo in moto una macchina della solidarietà per accogliere i naufraghi sconvolti e infreddoliti.

A raccogliere le testimonianze dei gigliesi è il podcast di Matteo Caccia “Il mondo addosso” prodotto da Mismaonda per Audible Original, la piattaforma di Amazon.

Erano le 21 e 45 di venerdì 13 gennaio 2012 quando la Costa Concordia, partita da Civitavecchia per una crociera nel Mediterraneo con scali previsti a Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca, Cagliari e Palermo, naufraga davanti all'Isola del Giglio dopo aver urtato il più piccolo degli scogli delle Scole, situato a circa 500 metri dal porto. 

Ho provato a raccontare un'altra storia e non la storia della Concordia, che tutti conoscono”. Ha detto all'AGI Matteo Caccia l'autore del podcast che raccoglie le voci degli abitanti dell'isola.

“Ho trovato delle storie molto diverse tra di loro ma con un denominatore comune: l'accoglienza – ha spiegato Caccia – cioè la capacità di aprire il proprio porto, e aprire le proprie case. La prima cosa che fanno i gigliesi, nella persona del sindaco, quando giungono al porto e vedono quella nave in panne lì davanti, anche se non è ancora inclinata ma in difficoltà, è far accendere i riscaldamenti delle scuole, dell'asilo, far aprire le porte della Chiesa al parroco”.

“Senza dubbio il grande tema è l'accoglienza, l'altra questione importante che ho voluto raccontare – ha sottolineato Matteo Caccia – è l'aspetto del lavoro di gruppo. Nonostante tutto e non solo per quella notte, ma anche per i due anni e mezzo successivi, l'isola si è aperta lasciandola in mano alle oltre 1.500 persone che sono arrivate tra operai e tecnici e che hanno lavorato prima per mettere insicurezza la nave e poi per portarla via. Anche in questo atteggiamento hanno saputo fare comunità. Quando l'imprevisto e l'inaspettato, come può essere la pandemia o una nave da crociera che ti arriva addosso, la risposta è fare le cose in insieme – ha aggiunto - se c'è da vaccinarsi ci vacciniamo, se c'è da stare a casa stiamo a casa, se c'è da mettersi insieme e portare aiuto a dei naufraghi infreddoliti, lo facciamo”. 

Che rapporto avevano i gigliesi prima di quella notte con le navi da crociera che passavano davanti all'isola?

Tutti quelli che ho intervistato sono stati molto sinceri su questo aspetto. Non era la prima volta che la nave passava davanti all'isola. Molti hanno scoperto che la Concordia sarebbe passata davanti al Giglio quella sera da Facebook. C'era un passaparola, era certamente un avvenimento quando le navi passavano e  a loro non dispiaceva. Certo nessuno immaginava che una nave di quelle dimensioni e con quella tecnologia potesse andare contro uno scoglio ma una nave che passa era sempre un evento. Fellini lo ha raccontato benissimo in Amarcord con il passaggio della nave Rex.

Quale storia ti ha maggiormente colpito tra quelle raccolte dagli abitanti dell'Isola?

La persona che rappresenta particolarmente l'accoglienza dei gigliesi è Caterina Pellegrini, una isolana che quella notte ha aperto la sua casa a più di 50 persone. Nel podcast ci racconta di una famiglia di spagnoli con una nonna infreddolita alla quale ha donato un cappotto che aveva comprato da poco.
Lei è rimasta in contatto con molte delle persone che ha aiutato quella sera. Ogni anno a Natale e Pasqua le mandano gli auguri e molti le hanno rispedito a casa i vestiti che avevano preso quella sera. Un legame che è rimasto per una notte che ha definito “lunghissima, durata una settimana'.

Come è composta la serie podcast?

'Il mondo addosso' è suddivisa in 10 puntate di circa 50 minuti ciascuna. In ogni puntata ci sono due o tre testimonianze. Ho trascorso sull'Isola una settimana e il primo episodio è dedicato all'ultimo giorno dove ho messo in piedi uno spettacolo dal vivo, un evento collettivo, nella piazza del paese leggendo le storie che mi avevano raccontato. 

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