Il mondo ha dato i voti all'Unione europea

Riccardo Liguori

Unione europea sì, Unione europea no. Come viene vista dagli stessi stati membri? E da quelli extra-Ue? Repubblicani e democratici americani hanno opinioni convergenti riguardo a questo loro importante partner commerciale? La percezione dell'Ue cambia tra giovani e meno giovani? Queste sono alcune delle domande cui il Fact Tank Blog, attivato dal Centro di ricerca americano Pew, ha voluto dare una risposta.

Intervistati ben 33 paesi del pianeta. I risultati delle indagini provengono infatti da: Stati Uniti, Canada, Svezia, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Italia, Regno Unito, Grecia, Francia, Polonia, Lituania, Bulgaria, Slovacchia, Ungheria, Repubblica ceca, Ucraina, Russia, Corea del Sud, Filippine, Giappone, Australia, Indonesia, Libano, Israele, Tunisia, Turchia, Nigeria, Kenya, Sudafrica, Brasile, Messico e Argentina.

Un primo sguardo

Gli atteggiamenti verso l'UE sono positivi, sia all'interno dell'istituzione europea che al di fuori di essa. A scriverlo, nero su bianco, è il centro di ricerca americano Pew, secondo il quale il 58% degli adulti intervistati ha un'opinione favorevole. Solo il 27%, per contro, si dice sfavorevole.

Nei 19 paesi non appartenenti all'UE sottoposti a sondaggio gli atteggiamenti positivi raggiungono quota 51% contro un 25% che manifesta un certo scetticismo. La rimanente quota parte, non così irrisoria, ha preferito non esprimere un'opinione.

Chi dice sì all'Unione europea

Tra i simpatizzanti della Ue, è l'Europa centrale e orientale ad esprimere il maggior entusiasmo: in sei paesi della regione i voti positivi superano quelli negativi in un rapporto di 3 a 1 (in media, 74% vs 23%). Polonia (84%) e Lituania (83%), in particolare, si dichiarano le più favorevoli tra tutti i paesi inclusi nello studio.

Il giudizio favorevole, invece, è più temperato nella Repubblica ceca, dove arriva a quota 52%. In Ucraina, che l'Ue considera un partner prioritario, il 79% esprime parere positivo nonostante il paese non ne faccia parte. Gli europei occidentali vedono, in gran parte, favorevolmente l'istituzione con sede a Bruxelles. Nelle otto nazioni dell'Europa occidentale esaminate una media del 62% dà all'Ue voti favorevoli. Un dato più contenuto si registra in Francia (47%), Regno Unito (44%) e Grecia (44%). In Italia, i favorevoli toccano quota 58%, quelli contrari il 38%. Entrambi i dati sono al di sotto della media Ue (dove i “pro” sono il 62% mentre i “contro” il 36%).

Al di fuori della stessa Europa i punti di vista più positivi sono stati registrati in Corea del Sud e nelle Filippine, dove rispettivamente l'80% e il 70% degli adulti si è dichiarato favorevole. Anche Giappone (60%) e Australia (58%) sembrano simpatizzare per la Ue. Una quota con parere sempre positivo, ma inferiore, è registrata in Indonesia (45%, contro il 33% degli intervistati che non si esprime).

Le opinioni dell'UE sono, nel complesso, abbastanza positive in Africa: in Nigeria, Kenya e Sud Africa in media più di quattro intervistati su dieci (o più) valutano favorevolmente l'istituzione (rispettivamente 53%, 52%, 42%). Due su dieci ha preferito non esprimere un'opinione (22%, 29% e 24%), meno di quattro ha espresso parere contrario. 

In Medio Oriente, almeno la metà dei cittadini libanesi, israeliani e tunisini giudicano positivamente l'Ue. Parallelamente in Israele, anche se la maggior parte della cittadinanza vede l'Ue in una luce positiva, una considerevole minoranza (43%) la giudica sfavorevolmente. Nel dettaglio, gli arabi israeliani si mostrano più propositivi (66% favorevoli vs 26% sfavorevoli).

Nei tre paesi dell'America latina sottoposti a intervista - Argentina, Brasile e Messico – lo sguardo verso la Ue è prevalentemente favorevole (rispettivamente per il 43%, 47% e 45% degli intervistati). Tuttavia, si registra parallelamente un alto numero di “astenuti” (35%, 31% e 35%).


C'è chi dice forse

Forte indecisione tra gli ebrei israeliani perfettamente divisi, nelle loro opinioni, tra favorevoli e contrari (entrambi stimati al 47%).

Chi dice no

In Russia il 44% si dice sfavorevole alla Ue (37%, invece, i favorevoli). Un dissenso più marcato proviene invece dalla Turchia, in trattative di adesione con l'Ue e la sua organizzazione precedente dal 1987. Qui solo il 34% ha una visione favorevole. La maggior parte dei turchi (56%), infatti, si dice “scettica”: si tratta della più alta percentuale registrata tra tutti i paesi presi in esame.

“Gli adulti turchi – sottolinea il report - hanno espresso il loro parere dopo che il Parlamento europeo ha votato in modo non vincolante per congelare i negoziati di adesione del paese nel marzo di quest'anno, ma prima che i membri dell'UE sospendessero le esportazioni di armi verso lo Stato in seguito alle azioni militari avanzate contro la Siria".

Come sono cambiati gli atteggiamenti verso l'UE dal 2013

In molti paesi al di fuori dell'Unione europea, le opinioni sono diventate più favorevoli negli ultimi anni. La percentuale di persone con una visione positiva è infatti aumentata significativamente dal 2013 in Ucraina (+16%), Israele (+10%), Filippine (+8%), Libano (+8%), Turchia (+8%), Corea del Sud (+7%), Argentina (+7%) e Messico (+6%).

“La differenza in Ucraina – riporta il report - può essere, in parte, il risultato di cambiamenti nel campionamento dopo l'invasione russa dell'Ucraina orientale. Ad esempio, la Crimea, che è stata esaminata nel 2014, è rimasta omessa dal campionamento nel 2019 a causa di problemi di sicurezza”.

Parallelamente, nello stesso arco temporale, le opinioni sull'Unione europea sono diventate più negative in alcuni paesi. Il Brasile (-7%), l'Indonesia (-11%) e il Kenya (-18%) hanno visto diminuire significativamente le opinioni favorevoli dell'UE dal 2013, ma questo sembra essere il risultato di un maggior numero di persone che rifiuta di offrire la loro opinione piuttosto che un aumento tra le fila degli scettici/contrari all'Ue.

Dal 2004 al 2013, circa sei o più russi su dieci hanno espresso un parere positivo sull'Ue. Tuttavia, gli atteggiamenti sono cambiati drammaticamente dopo il 2013. Nel 2014, infatti, circa la metà dei russi ha espresso una visione sfavorevole: l'approccio favorevole negli ultimi anni ha registrato un -26%. “Gli atteggiamenti negativi - continua il report - sono persistiti grazie al terzo mandato del presidente russo Vladimir Putin, all'annessione russa della Crimea e alle conseguenti sanzioni dell'UE alla Russia, in risposta alla sua incursione militare”.

Central and Eastern Europeans tend to express the most enthusiasm toward the EU: Across six countries in the region, positive ratings outweigh negative ones by more than three-to-one (a median of 74% vs. a median of 23%). pic.twitter.com/2QOuyKXHdd

— Pew Research Center (@pewresearch) October 21, 2019

Gli atteggiamenti nei confronti dell'Ue variano a seconda dell'età

I giovani di tutto il mondo hanno una visione più positiva dell'Ue. In 26 delle 33 nazioni intervistate (quindi più del 78% dei paesi sottoposti a sondaggio), gli adulti tra i 18 e i 29 anni esprimono apertura nei confronti dell'Ue rispetto alle due fasce d'età dei meno giovani (30-49 anni, e +50 anni).

In particolare, al di fuori dell'Europa, queste differenze di gradimento su base anagrafica sono particolarmente forti, soprattutto in paesi come il Brasile e l'Indonesia, dove gli adulti favorevoli under 30 distanziano di 28 punti percentuali gli adulti più anziani che vedono favorevolmente l'Ue. Per il Brasile le percentuali sono, rispettivamente, 62% contro 34%; mentre in Indonesia 60% contro 32%.

“Tuttavia – specifica il report - in molti paesi con differenze statisticamente significative per età, è più probabile che le persone di età pari o superiore ai 50 anni non diano alcun parere sull'istituzione con sede a Bruxelles. In Brasile, ad esempio, il 41% dei brasiliani più anziani non esprime un parere sull'Unione europea, contro appena il 19% dei brasiliani più giovani”.

Lo schieramento politico incide

In generale, in paesi storicamente di sinistra prevale un atteggiamento più positivo verso la Ue rispetto a paesi orientati a destra. Infatti, puntualizza il report: “In 12 paesi, quelli della sinistra ideologica, si registrano valutazioni più positive verso l'istituzione europea rispetto a quelle riscontrate in paesi politicamente orientati a destra. Ciò è particolarmente vero nel Regno Unito (38 punti di differenza tra sinistra-destra nel giudicare positivamente la Ue), negli Stati Uniti (35 punti) e in Israele (33 punti)”.

L'Unione europea vista da repubblicani e democratici

Dall'altra parte dell'Oceano Atlantico, il 69% dei canadesi segnala punti di vista positivi. Gli americani degli Usa offrono, invece, una valutazione più temperata, con il 51% che esprime approvazione. Tuttavia, una quota maggiore di americani rispetto ai canadesi non fornisce alcuna opinione (21% vs 8%).

Negli Stati Uniti attualmente il 65% dei democratici dà all'Ue un rating positivo: si tratta del dato più alto raggiunto dal 2002. Per contro, appena il 39% dei repubblicani si manifesta favorevole (nel 2015 il dato invece ammontava al 56%). La differenza registrata quest'anno, tra democratici e repubblicani, di 26 punti percentuali costituisce il più grande divario tra i due schieramenti politici da quando il Centro di ricerca Pew ha iniziato a effettuare il sondaggio, nel 2002.