Il mondo visto con gli occhi dei bambini nelle foto di McCurry

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Image from askanews web site
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Roma, 28 ott. (askanews) - La ritrattistica è un tema centrale nella produzione di McCurry, e i bambini sono da sempre soggetti particolarmente apprezzati dal grande fotografo. Il nuovo libro di Steve McCurry, Bambini del mondo. Ritratti dell'innocenza, pubblicato da Mondadori Electa, è interamente dedicato all'infanzia e ai bambini: il volume raccoglie oltre 140 scatti di Steve McCurry che ritraggono bambini in scene di vita quotidiana, realizzati in ogni angolo del mondo. "Ho avuto il grande privilegio di fotografare i bambini di tutto il mondo, scrive Steve McCurry, e ora che ho una figlia anch'io apprezzo ancora di più la loro energia, la loro curiosità, le loro potenzialità. Nonostante il contesto difficile in cui molti di loro nascono, i bimbi hanno la capacità di giocare, sorridere, ridere e condividere piccoli momenti di gioia. C'è sempre la speranza che un bambino possa crescere e cambiare il mondo. Spero che le immagini contenute in questo libro aiutino tutti noi a raddoppiare gli sforzi per dimostrare compassione, rispetto e amore nei confronti dei bambini delle nostre comunità e del mondo intero. Come disse Dietrich Bonhoeffer, "Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini". Completano il volume i contributi di Ziauddin Yousafzai, attivista pakistano padre del premio Nobel Malala Yousafzai ("Gli scatti memorabili di Steve McCurry catturano magistralmente il cuore, l'anima e l'umanità dei bimbi, fino agli angoli più remoti del nostro pianeta. La sua arte diventa una sorta di meditazione, intensa e indimenticabile"), e del critico Owen Edwards (La visione dell'infanzia di McCurry è variegata e diversificata, come i bambini di tutto il mondo. Ma, a prescindere da dove punta il suo obiettivo, il filo conduttore è questo: finché ci sono bambini c'è speranza. McCurry usa la sua macchina fotografica non per fornire una vivida testimonianza di chi sono e dove si trovano, ma con il desiderio di evocare speranza per l'umanità") Steve McCurry è una delle icone della fotografia contemporanea da oltre quarant'anni. Nato a Filadelfia, Pennsylvania, studia Cinematografia alla Pennsylvania State University e inizia a lavorare come fotografo per un giornale locale. Due anni dopo intraprende il primo di una lunga serie di viaggi in India. Partito portando con sé con poco più di una sacca di vestiti e una scorta di rullini, esplora il subcontinente con la sua macchina fotografica. Dopo qualche mese lascia l'India e si sposta in Pakistan. In un piccolo villaggio incontra un gruppo di profughi afghani che lo convincono a seguirli. Travestito da contadino indigeno, con la barba lunga e il viso segnato da mesi di privazioni passati tra i mujahiddin, McCurry riesce ad attraversare il confine pakistano con i rullini cuciti nella fodera dei vestiti proprio mentre gli invasori sovietici chiudono l'accesso alla stampa occidentale. Le sue fotografie sono tra le prime a mostrare al mondo la brutalità dell'invasione russa. Da allora McCurry ha continuato a puntare il suo obiettivo su svariati Paesi sparsi nei sei continenti. I suoi scatti memorabili documentano conflitti, culture che rischiano di sparire, tradizioni millenarie e contraddizioni contemporanee, senza tuttavia tralasciare quell'elemento umano che ha reso il celebre ritratto della ragazza afghana un'immagine di grande potenza espressiva. McCurry è stato insignito di alcuni dei riconoscimenti più prestigiosi, tra cui la Robert Capa Gold Medal e il National Press Photographers Award, e può vantare il primato di aver vinto per ben quattro volte il World Press Photo Contest. Di recente la Royal Photographic Society di Londra lo ha insignito della Centenary Medal for Lifetime Achievement e nel 2019 Steve McCurry è stato inserito nella International Photography Hall of Fame. Con Mondadori Electa ha pubblicato Una vita per immagini; nominato miglior libro di fotografia dell'anno dal Times e Il mondo nei miei occhi.

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