Il monumento antisemita in una casa privata in Alto Adige: impossibile rimuoverlo

La statua eretta a Sarentino, vicino Bolzano (FB)

Si vede passeggiando per i vicoli antichi e le case di Sarentino, centro di 7mila anime, a pochi chilometri da Bolzano. E’ la statuta del Kaiserjäger, con il fucile in mano, realizzata in bronzo, esposta in un giardino di una casa privata ma visibile praticamente da tutti. Rappresenta i volontari altoatesini morti combattendo le truppe italiane un secolo fa, eretta a poca distanza dalla via principale del paese.

La targa

La targa sotto la statua recita: “Alla memoria dei Kaiserjaeger (i cacciatori imperiali austriaci, ndr) di Sarentino caduti nella Prima guerra mondiale per Dio, per l’Imperatore e per un Tirolo Unito, Rip (requiescant in pace). Morirono vittime del più grande tradimento di tutti i tempi, perpetrato il 26 aprile 1915 dal re italiano Vittorio Emanuele III e dal suo complice e ministro degli Esteri, l’ebreo barone Luigi Sidney Sonnino”.  Ecco, definire “ebreo” Sonnino è anche un’imprecisione poiché l’allora ministro degli Esteri era cristiano, tra l’altro, di madre inglese e padre ebreo. 

La disputa legale

La faccenda è finita anche in tribunale. Nel 2008 il proprietario del terreno e dell’abitazione vicina, il 75enne Hans Meraner, ex impiegato della Provincia di Bolzano in pensione, decide a proprie spese di far costruire un monumento e targa che celebra i soldati altoatesini impegnati a combattere quelli italiani durante la Grande Guerra. Nel 2010 i primi a chiederne la rimozione sono due deputati Verdi dell’Alto Adige, Hans Heiss e Riccardo Dello Sbarba. Si interessa anche Franz Locher, sindaco di Sarentino dal 2005. “La nostra contestazione principale era che il monumento è illegale, non rispetta le regole urbanistiche, in quanto si trova a meno di 5 metri dalla strada ed è visibile dal pubblico”, spiega il primo cittadino.

La difesa del proprietario

Il proprietario, Meraner, si affida ad un noto legale di Bolzano, Manfred Natzler, che trova un appiglio: il monumento sarebbe un “abbellimento del giardino” e non deve rispettare il vincolo dei 5 metri. La Procura di Bolzano archivia il caso. Tutto resta così com’è. Meraner, raggiunto telefonicamente dal Corriere della Sera, non rilascia dichiarazioni ma precisa: “Della stampa non mi fido. Voi scrivete un mucchio di falsità, sto preparando un saggio per spiegare le mie ragioni”. Intanto il soldato che offende il popolo italiano resta in bella vista, nella sua casa in Alto Adige. La storia continua.