Il murale di 'guerriglia odonomastica' contro Almirante a Castellammare

marco bova

La scritta di un collettivo artistico su Giorgio Almirante scatena Giorgia Meloni che sul suo profilo social scrive di "atti vandalici" portando alla rimozione del murale. L'episodio è accaduto a Castellammare del Golfo (Trapani) dove per la seconda volta è comparsa una scritta, di fianco alla targa di una piazza intitolata allo storico segretario dell'Msi, che recitava: "Fascista, repubblichino e fucilatore di partigiani". A realizzarla è stato il collettivo "Fare Ala", che ha già lavorato con Wu Ming 2 al progetto Viva Menilicchi! e nell'immediato la leader di Fratelli d'Italia aveva scritto sul suo profilo social di "atti vandalici dei soliti imbecilli contro il padre della Destra italiana Giorgio Almirante".


"Per la seconda volta qualcuno a Castellammare del Golfo (Trapani) ha cancellato la scritta che raccontava alcuni fatti inoppugnabili riguardanti Giorgio Almirante", dicono da Fare Ala che già a marzo si era visto cancellare una scritta analoga (“Segretario di redazione della rivista ‘Difesa della razza' 1938-1942") di fianco alla stessa targa. Impariamo così che le iniziative rientrano in una "guerriglia odonomastica" dedicata a "personaggi legati alla storia coloniale o al fascismo" che da Palermo ha iniziato ad accendere i riflettori su strade e piazze intitolate a personaggi controversi della storia italiana. 

"Non pensiamo che questa faccenda finisca con una banale cancellazione alla vernice grigia - dicono dal collettivo - I censori stessi sapranno che quelli indicati sono solo alcuni dei fatti che si possono rivelare e che la vita di Almirante è una miniera di porcherie. La censura è l'arma dei vuoti". 

"Il titolo Viva Menilicchi! - si legge sulla pagina social del collettivo - fa riferimento alla contestazione contro Crispi e la sua politica coloniale, organizzata a Palermo da socialisti e anarchici all'indomani della sconfitta di Adua. I dimostranti attaccarono una “passeggiata di beneficenza” per i caduti d'Africa, che sfilando lungo Corso Vittorio Emanuele, s'era fermata ai Quattro Canti con carri e fanfare. “Viva Menilicchi!”, si sentì urlare, prima che le guardie della regia questura si lanciassero all'inseguimento dei responsabili".

Il progetto di 'contestazione storica' è nato nel corso di Manifesta 12 (la biennale artistica svolta a Palermo lo scorso anno) e oltre alla piazza intitolata ad Almirante ha riguardato altri luoghi simbolo della città, da via Generale Magliocco a via Rodi, passando per via Cadorna e via Crispi. "Il momento più reattivo è stato in piazza Vittorio Bottego - racconta Luca Cinquemani, animatore del progetto - gli stessi organizzatori di Manifesta hanno ricevuto delle segnalazioni e abbiamo tolto l'adesivo con la scritta "esploratore e plurimocida" che avevamo messo, però quasi per magia l'indomani apparve la stessa scritta in via Bottego: un modo per dire, censusate quanto volete, ma la storia è ormai cristalizzata".

"Il nostro obbiettivo è aprire una discussione sul presente, connettendo il passato coloniale fascista con i fascisti del presente - conclude Cinquemani - sappiamo che ci sono tante narrazioni su Almirante: perché non riaprire un dibattito anche su questo?".