Il Museo del Duomo di Firenze ancora più grande, acquistato Palazzo Compagni

(Adnkronos) - Diventa ancora più grande il Museo del Duomo di Firenze che custodisce capolavori di Donatello, Arnolfo di Cambio, Lorenzo Ghiberti, Michelangelo e i modelli in legno della Cupola di Filippo Brunelleschi. L'Opera di Santa Maria del Fiore amplierà il museo grazie all'acquisizione del monumentale Palazzo Compagni.

La secolare istituzione fiorentina che custodisce i monumenti di piazza Duomo ha annunciato oggi che il 27 maggio scorso un'offerta irrevocabile e vincolante è stata accettata dall'attuale proprietà per l'acquisto del complesso immobiliare denominato "Palazzo Compagni" in via Bufalini 7/9. Il contratto definitivo di compravendita sarà stipulato entro il mese di febbraio 2023.

L'acquisizione di Palazzo Compagni, confinante al Museo dell'Opera del Duomo, ne consentirà un ampliamento e quindi la messa a disposizione dei visitatori anche di quei beni ancora conservati nei magazzini. In aggiunta, i nuovi spazi porteranno a una razionalizzazione di tutti gli uffici della Fabbriceria, attualmente dislocati intorno al complesso museale.

Gli spazi espositivi così ampliati - dopo l'acquisto di Palazzo Compagni e la successiva ristrutturazione, che saranno finanziati attraverso dismissioni e ricorso all’indebitamento bancario - permetteranno di meglio contestualizzare l'intero complesso della Cattedrale con le opere d'arte conservate dalla Diocesi di Firenze, la cui storia ecclesiale è un tutt'uno con quella della Cattedrale, della Cupola del Brunelleschi e del Campanile di Giotto. La Diocesi metterà per questo a disposizione alcune di queste opere che saranno esposte in una parte del nuovo complesso.

Il Museo dell'Opera del Duomo a Firenze, completamente rinnovato e ampliato alla fine del 2015, conserva una collezione unica al mondo di scultura del Medioevo e del Rinascimento fiorentino: 750 opere tra statue e rilievi in marmo, bronzo e argento, tra cui capolavori dei maggiori artisti del tempo da Michelangelo a Donatello, Arnolfo di Cambio, Lorenzo Ghiberti, Andrea Pisano, Antonio del Pollaiolo, Luca della Robbia Andrea del Verrocchio. Tra le opere più celebri esposte nel Museo: La Pietà Bandini di Michelangelo, le tre monumentali Porte del Battistero tra cui la Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti e alcuni dei capolavori di Donatello come i Profeti e la Maddalena.

Fondato nel 1891, negli ambienti trecenteschi dove Michelangelo scolpì il David, per raccogliere le opere eseguite nei secoli per i monumenti della Cattedrale di Firenze, lo storico Museo dell’Opera del Duomo presentava uno spazio insufficiente per ospitare la vasta collezione, di cui buona parte costituita da opere monumentali. Per questo nel 1997 l'Opera di Santa Maria del Fiore ha acquistato un grande fabbricato attiguo al museo. Dall’unione dei due edifici è nato il nuovo Museo dell’Opera del Duomo che dispone di quasi 6.000 metri quadri di superficie espositiva, più che raddoppiata rispetto al passato, e 25 sale su tre piani, alcune delle quali di enormi dimensioni.

Al centro del nuovo museo la spettacolare Sala del Paradiso (36 metri x 20 x 20), dove su un lato è stato realizzato un colossale modello (in resina e polvere di marmo) in scala 1:1 dell’antica facciata del Duomo di Firenze realizzata da Arnolfo di Cambio a partire dal 1296, mai finita e distrutta nel 1587.

Palazzo Compagni

La storia di Palazzo Compagni risale al Duecento quando la famiglia dei Cresci era proprietaria del complesso. Nel 1525 passò prima ai Libri e successivamente alla famiglia Alessandrini che ne resterà proprietaria fino alla metà del Settecento (1748) quando passò ai Compagni. Alla morte dell'ultimo discendente (1808) la proprietà fu ereditata dai Naldini e quindi acquistata dai Martini, che la possedevano al tempo di Federico Fantozzi. Successivamente il palazzo passò da altre proprietà e nel 1929 venne acquisito dalla Cassa nazionale infortuni. Il palazzo appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.

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