Il nodo delle "donne diacono" rispunta al Sinodo ... -3-

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Città del Vaticano, 9 ott. (askanews) - Venendo all'attuale pontificato, a maggio del 2016 una suora dell'Unione internazionale delle superiore religiosa (Uisg), chiese a Papa Francesco "cosa impedisce alla Chiesa di includere le donne tra i diaconi permanenti» e «perché non costituire una commissione". Suggerimento subito accolto da Jorge Mario Bergoglio, che il due agosto successivo creò una commissione di esperti (sei uomini e sei donne di retroterra e orientamento molto diversi) per approfondire la storia del diaconato femminile. In quell'occasione, Jorge Mario Bergoglio evidenziò che, a sua conoscenza, le diacone, in particolare nell'area della Siria, avevano un ruolo nel battesimo delle donne o nell'accertamento dei lividi sul loro corpo nelle cause matrimoniali.

La commissione ha tenuto diverse riunioni a porte chiuse sino al giugno del 2018. A maggio scorso, in occasione di una nuova udienza all'Uisg, il Papa ha pubblicamente consegnato alla presidente, suor Carmen Sammut, le conclusioni - che non sono mai state pubblicate - sottolineando che i commissari erano giunti a concordare su "poco" ed egli non poteva "fare un decreto sacramentale senza fondamento teologico-storico".

Il nodo, ha spiegato il Papa, rimane se per le antiche donne diacono "c'era ordinazione sacramentale o no", e bisogna "cercare" meglio "cosa c'era all'inizio della rivelazione: se c'era qualcosa, farla crescere", se invece "il Signore non ha voluto il ministero sacramentale per le donne, non va", perché vero è che la "coscienza della fede" si sviluppa nel tempo, ma non si può "andare oltre la rivelazione e l'esplicitazione dogmatica". Questione ancora dibattuta, dunque, che ora si riaffaccia, sempre a Roma, ma su proposta dei vescovi dell'Amazzonia.