Il Notaio: un professionista smart e digitale

·3 minuto per la lettura
notaio
notaio

Alzi la mano chi non ha mai avuto “un brivido” quando ha compreso che per una certa pratica era necessario rivolgersi al Notaio. In realtà è una professione indispensabile, quella del Notaio: un pubblico ufficiale che ha il potere di attribuire pubblica fede, cioè valore di prova legale, agli atti che stipula. Un professionista, un esperto giurista che ha per legge il compito di tutelare tutte le parti coinvolte negli atti. La garanzia di correttezza e legalità che deriva dall’esistenza degli atti notarili ha una funzione importantissima sia per la sicurezza del cittadino sia per lo Stato.

Eppure, vi è ancora una sorta di “timore reverenziale” quando si deve ricorrere ai suoi servizi, benché fin dai tempi di Carlo Magno proprio al Notaio fosse attribuito il compito di dare certezza nei rapporti giuridici e i loro atti avessero la stessa forza di una sentenza passata in giudicato: insomma, una professione che ha mantenuto inalterata e ha anzi accresciuto la propria importanza nei secoli, giungendo fino a oggi.

Il Notaio: un professionista digitale e smart

L’immagine che qualcuno potrebbe portare ancora con sé è in realtà un errore: dimenticate polverosi archivi e signori in età chini su penne e calamai, il Notaio di oggi è un professionista smart, digitale, che unisce competenze tradizionali a nuovi strumenti richiesti dalla transizione digitale. Può essere individuato in rete con strumenti davvero user-friendly – ad esempio le piattaforme dedicate proprio alla ricerca di studi notarili come NotaioFacile.it – e può essere contattato con rapidità, senza anticamere ed introduzioni formali, con una semplice mail.

Sono moltissimi gli ambiti in cui il Notaio esercita il suo ruolo: dalla compravendita immobiliare agli atti di successione, dalle disposizioni testamentarie alle donazioni, dai lasciti solidali alle procure, dalla creazione di una società all’aumento di capitali. Un interessante excursus della attività dei Notaio è rappresentato da case history e dal blog notaio diffusi sulle piattaforme dedicate che illustrano diverse situazioni in cui l’intervento del professionista è essenziale per individuare la soluzione migliore. Alcuni esempi? La revoca di donazioni, il lascito a favore degli animali domestici, ma anche strumenti per mettere a reddito la propria abitazione e così via.

Negli ultimi anni la funzione del Notaio è stata essenziale per abbreviare i tempi di alcune pratiche e diminuire i contenziosi: grazie ai controlli effettuati dal Notaio in Italia non esiste praticamente contenzioso sulle transizioni immobiliari (si registra solo lo 0,0003% di contenziosi in questo specifico ambito secondo i dati forniti dal sito del Notariato), inoltre nel 2000 il legislatore ha abolito il controllo omologatorio del tribunale per la costituzione di nuove società, assegnando la responsabilità delle verifiche e l’assunzione delle relative responsabilità al Notaio. Un provvedimento che ha ridotto i tempi per la costituzione di una società da 150 giorni ad 1 soltanto.

Le fatture del Notaio: saper distinguere tra onorario ed imposte

Il Notaio svolge un’altra rilevantissima funzione: riscuote le imposte relative agli atti che stipula per conto dell’Agenzia delle Entrate, agendo dunque come sostituto d’imposta. Proprio questo ruolo a volte genera confusione sui suoi costi. Nella fattura del Notaio sono inclusi sia il suo onorario sia le tasse previste dalla legge. Facciamo un esempio semplice: una compravendita immobiliare. Quando l’atto sarà concluso il Notaio riscuoterà il suo onorario ma anche le imposte di registro, ipotecaria e catastale, che di solito assommano a diverse migliaia di euro che tuttavia non finiscono “nelle tasche” del Notaio, ma all’Erario.

Un altro pregiudizio infondato di cui sono spesso vittima i Notai è che la professione si “tramandi di padre in figlio”. Naturalmente non è così: In Italia i Notai sono 4970 distribuiti in 94 distretti notarili per un totale di 6211 sedi – fonte sito del Notariato – ed il percorso per fregiarsi del titolo non è affatto semplice. Tre le tappe fondamentali: la laurea in giurisprudenza, l’apprendistato di 18 mesi presso uno studio e il superamento di un concorso pubblico gestito dal Ministero della Giustizia. Il concorso si può sostenere per un massimo di 5 volte. E, per togliere ogni dubbio, l’82,5% dei Notai in attività non è figlio di Notai.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli