Il numero 2 di Gazprombank si unisce alla resistenza ucraina

 Il numero 2 di Gazprombank si unisce ala resistenza ucraina
Il numero 2 di Gazprombank si unisce ala resistenza ucraina (Getty)

Igor Volobuev, vicepresidente della Gazprombank di proprietà statale, ha annunciato di essere fuggito dalla Russia per combattere a fianco delle forze ucraine, diventando così il quarto alto dirigente o funzionario noto ad aver fatto una brusca uscita dal paese. Ne dà notizia il The Moscow Times.

Volobuev ha specificato di aver lasciato la Russia il 2 marzo e di essersi unito alle forze di difesa territoriale ucraine. "Non riuscivo a guardare quello che la Russia stava facendo alla mia patria", ha detto Volobuev, nato nella città ucraina nord-orientale di Okhtyrka.

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Volobuev, che ha 50 anni, è stato licenziato dopo aver lasciato il Paese, dopo una intera carriera trascorsa a lavorare con società del gruppo Gazprom. "Questo crimine è commesso da Putin, dal governo russo, e anche dai russi. Non è Putin a uccidere gli ucraini, a saccheggiare le loro case, stuprare le donne in Ucraina. Sono i russi. E anche se sono di origine ucraina, anche io ne sono responsabile. Mi vergogno perché la mia responsabilità è doppia: non solo sono un russo, ma sono nato in Ucraina dove sono vissuto per 18 anni".

Sulla decisione di bloccare le forniture di metano in Polonia, intanto, è intervenuto il premier polacco Mateusz Morawiecki, secondo cui si tratta di un ulteriore passo dell'"imperialismo del gas" della Russia e "un attacco diretto alla Polonia. Affronteremo questo ricatto con la pistola puntata alla testa senza che i polacchi se ne accorgano", ha aggiunto ricordando che la Polonia ha 2,3 miliardi di metri cubi di riserve di gas, sufficienti per un mese e mezzo o anche più in caso di rialzo delle temperature. "La Russia ha attaccato l'economia europea con misure inflazionistiche. La 'Putinflazione' ha lo scopo di far alzare ancora di più i costi del gas", ha aggiunto Morawiecki.

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