Il numero due di Palazzo Chigi traccia quelle che ritiene essere le prospettive migliori per l’Italia

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Bruno Tabacci
Bruno Tabacci

Lo “scenario Quirinale” del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Bruno Tabacci è bello che disegnato in una intervista a Repubblica: “Mattarella bis e Draghi oltre il 2023”. Il numero due di Palazzo Chigi disegna quelle che ritiene essere le prospettive migliori per l’Italia, prospettive che a suo avviso passano per il Capo dello Stato uscente che non esce e per il premier che resta al timone di un paese che non può permettersi nocchieri avventizi.

Lo scenario Quirinale per Bruno Tabacci: “Non è vero che Draghi preferisce il Colle, lui è un servitore ed è l’uomo del Pnrr”

Il 24 gennaio è imminente e con quella data fanno sempre più massa critica le analisi per il voto che porterà un nuovo inquilino al Colle, tuttavia sono molti quelli che credono che al Colle di un nuovo inquilino non ci sia bisogno e che serva invece lo stesso inquilino rinnovato nel mandato. In quest’ottica ha spiegato Tabacci: “Spero sempre in un ripensamento di Mattarella, Draghi preferirebbe il Colle? No. È un civil servant, il suo posto è al governo. È il garante del nostro debito pubblico. L’uomo che sblocca le rate del Pnrr, la prossima è di 24 miliardi”.

Tabacci e lo scenario auspicabile per il Qirinale con l’incognita per l’Italia di un Draghi candidato ma non eletto

E ancora: “Lui è il leader a cui guardano le cancellerie estere. Le sembrano cose che si possono realizzare standosene al Quirinale?”. Senza contare lo stallo clamoroso con un Draghi candidato, uscente da Palazzo Chigi e non eletto: “Se poi non viene eletto rischiamo di perderlo anche a Palazzo Chigi. Allora come Italia potremmo portare i libri in tribunale”. E Tabacci è stato chiaro, per lui l’orizzonte politico di Draghi va anche oltre il 2023: “Un’opzione come premier anche dopo le elezioni politiche? Assolutamente sì. Il suo orizzonte è il Pnrr, ovvero il 2026. I leader prendano in mano la situazione”.

Berlusconi, il sogno del Quirinale e lo scenario profetico di Tabacci: “Non ha i numeri e lo sa”

Perciò la necessità è impellente: “Enrico Letta e Matteo Salvini devono parlarsi”. C’è poi il capitolo del Cav che punta al Colle ed a questo Tabacci dedica la chiosa: “Berlusconi? Non ha i voti, lo sa anche lui che la sua non è una candidatura che unisce. Si accontenterà di risultare decisivo per eleggere il presidente della Repubblica”.

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