Il nuovo capo dell'Isis è il macellaio degli yazidi

Brahim Maarad

Amir Mohammed Abdul Rahman al-Mawli al-Salbi è, secondo l'intelligence, il nuovo capo del sedicente Stato islamico (Isis). L'erede di Abu Bakr al Baghdadi, ucciso in un raid Usa il 27 ottobre scorso, conta diversi alias tra cui Haj Abdullah, Abu Abdullah al-Qurashi e Abdullah Qardash.

Padrino dell'ideologia estremista perseguita dall'organizzazione terrorista, l'uomo ha una storia nera di abusi e torture, contro anche donne e bambini, in particolare contro la comunità yazidi massacrata durante il breve califfato nel nord dell'Iraq.

Il sito Rewards for Justice, che fa parte del Dipartimento di stato americano, lo definisce come "ricercatore teologico" che e' stato tra i leader non arabi dell'Isis dalla sua fondazione. Non vi sono informazioni confermate su quando si siano consolidati i rapporti di Haj Abdullah con Abu Bakr al-Baghdadi, ma in comune hanno la detenzione nel carcere di Camp Bucca nel 2004.

Amir al-Salbi ha conseguito una laurea nella sahria, la legge islamica, all'Università di Mosul. Secondo le informazioni di intelligence l'adesione all'Isis non è stata la sua prima fase di estremismo, poiché era stato coinvolto con al-Qaeda in Iraq.

Haj Abdullah è nato da una famiglia turkmena che viveva nella città di Tal Afar, nel nord-ovest dell'Iraq e appartiene alla provincia di Ninive, e i turkmeni iracheni hanno le loro origini nelle tribù turche e condividono ancora con loro molti legami culturali e linguistici.

Secondo quanto riporta il Guardian, al-Salbi su cui pende una taglia da 5 milioni di dollari, è attivamente ricercato in Iraq, in Siria e persino in Turchia, soprattutto dal momento che suo fratello Adel, attivo nel partito iracheno del Fronte turkmeno, risiede in Turchia e pare abbiano ancora rapporti.