Il nuovo Dpcm si basa sul modello tedesco

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Conte
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Il nuovo Dpcm porterà un lockdown “alla tedesca” in Italia. Ad annunciarlo Sandra Zampa, sottosegretario alla Salute, intervenuta a “Radio anch’io” su Rai Radio1. La donna ha spiegato che è molto complicato cercare di fare delle misure basate sulle diverse zone. “Il tentativo è quello di non paralizzare il paese, voglio che sia chiaro. Non sarà un lockdown rigido, sarà simile al modello tedesco, un lockdown light” ha aggiunto Zampa.

La decisione in Germania

Quello che è davvero rilevante di questo Dpcm è che vorremmo lasciarci alle spalle questa discussione su chiudere non chiudere. È bene che d’ora in poi i cittadini sappiamo che se ci sono alcuni criteri e che se alcuni livelli verranno superati, allora si prenderanno provvedimenti” ha spiegato Sandra Zampa. Ma in cosa consiste esattamente il modello tedesco? Si tratta di un lockdown soft, stabilito da Angela Merkel, che ha stabilito la chiusura di ristoranti, bar, cinema, teatri, discoteche e la riduzione al minimo dei contatti sociali. La priorità del governo in Germania è quella di salvare i luoghi di istruzione. I negozi rimangono aperti ma devono ospitare un solo cliente ogni dieci metri quadrati, senza formare le file all’esterno. I viaggi sono consentiti per motivi di lavoro, mentre all’esterno si possono incontrare solo persone di massimo due nuclei abitativi, per un massimo di dieci.

Non sono mancate le polemiche a Berlino. Al primo giorno di lockdown light potrebbero arrivare molti ricorsi da parte dei titolari della attività più colpite. Solo nella capitale sono arrivate 39 richieste di ricorso amministrativo d’urgenza, soprattutto da parte di ristoranti e palestre, mentre a Monaco sono 15. I numeri dei contagi sono alti, con 15.352 casi registrati in Germania in un solo giorno. I decessi comunicati dalle autorità sanitarie sono 131, ma i contagi segnalati sembrano essere comunque in calo rispetto alla scorsa settimana.

Il lockdown light “alla tedesca”

La Germania e l’Italia stanno facendo scelte diverse, ma il nostro Paese per il nuovo Dpcm vuole ispirarsi al modello tedesco. Questo modello “light è stato scelto anche dalla Francia e consente di lasciare aperte alcune attività fondamentali come fabbriche, scuole materne ed elementari, aziende agricole, negozi alimentari, farmacie ed altri esercizi che vendono beni essenziali. In Italia, però, si è arrivati allo scenario 4, ovvero quello più grave, in cui “la situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo“. Questo scenario si divide a sua volta in tre aree di rischio:

  • Rossa: alta/molto alta per oltre tre settimane consecutive e situazione non gestibile;

  • Arancione: alta/molto alta per meno di tre settimane consecutive;

  • Verde: moderata.

Le due ipotesi che sono sotto esame per l’Italia sono state quella più drastica, in cui si pensava di chiudere tutto per un mese, con moduli di autocertificazione e un vero lockdown, e quella meno drastica con chiusure a livello regionale e comunale, incentivi per lo smart working e paletti per gli spostamenti. La versione più probabile è la seconda, che si basa proprio sul lockdown “light” simile a quello della Germania. Il Dpcm in Italia non prevede chiusure per tutto il territorio nazionale, ma la Calabria, il Piemonte e la Lombardia (e forse altre Regioni) potrebbero entrare nelle prime ordinanze del ministero della Salute con la previsione di misure molto più restrittive. Il nuovo Dpcm individuerà tre aree corrispondenti a tre scenari di rischio in base a cui verranno varate le misure.