Il Paese dove in migliaia non hanno ancora mai sentito nominare il Coronavirus

Esercito all'Union Parliament di Naypyitaw, Myanmar (AP Photo/Aung Shine Oo)

Centinaia di migliaia di persone nella regione più occidentale del Myanmar non sanno nulla del Covid-19 e dei mesi di emergenza sanitaria globale perché da oltre un anno non hanno accesso a Internet, secondo le associazioni di difesa dei diritti umani. Lo riporta la Cnn. In nove comuni del Paese, la leader Aung San Suu Kyi ha tagliato le linee telefoniche per timore che venissero utilizzate negli scontri tra militari e insorti rohingya, con il risultato che sono oggi circa 800mila i birmani che non hanno idea di quello che accade nel mondo. 

Per Human Rights Watch e Amnesty International, la chiusura prolungata sta mettendo a rischio troppe vite, non solo perché impedisce a molti di denunciare eventuali violazioni dei diritti umani, ma anche perché i civili sono stati tagliati fuori dalle campagne di salute pubblica sulla pandemia del coronavirus.

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È vero che, mentre il Covid-19 si diffondeva in tutto il mondo, il governo di Suu Kyi ha lanciato la campagna di informazione "No Person Left Behind" sulla prevenzione della malattia, ma il deputato Htoot May della Lega nazionale per la democrazia dell'Arakan, ha detto alla Cnn che molti residenti nello stato di Rakhine e nel vicino stato di Chin non ricevono gli avvisi né su Facebook o sulle applicazioni di messaggistica, né leggono i siti web con le notizie del governo.

"Quando chiedo alla gente del mio collegio elettorale se è a conoscenza del virus, devo spiegare la pandemia globale fin dall'inizio", ha detto Htoot May. "Devo spiegare loro cos'è la distanza sociale e come praticare una corretta igiene delle mani". "Non posso viaggiare molto a causa dei rischi per la salute, ovviamente, quindi ci sono solo tante persone che posso avvertire", ha continuato, concludendo: "La gente non ha paura del virus perché non ne sa nulla, in questa fase sono molto più preoccupati per la guerra civile".

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