Il paesino del Bresciano col 10% di abitanti colpiti dalla variante inglese

Manuela D'Alessandro
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AGI - Il sindaco Mario Benzoni ora respira: “La situazione sembra tornata sotto controllo dopo l'aumento repentino dei giorni scorsi – spiega all'AGI – tanto che ieri abbiamo avuto solo due casi”. Il suo Comune, Corzano, 1400 abitanti nella provincia di Brescia, è diventato nel giro di pochi giorni un focolaio con 139 colpiti dalla variante inglese del coronavirus (un centinaio residenti, gli altri docenti e familiari di questi che abitano nei Comuni vicini) ma anche un esempio di come si possano limitare i danni con un intervento tempestivo.  
“Il giovedì abbiamo scoperto la prima positività di un bambino a scuola e il giorno successivo, il 22 gennaio, ho firmato un'ordinanza per chiudere tutto, dall'asilo alle medie. L'Ats ha fatto immediatamente uno screening di massa da cui è risultato che i contagiati erano bimbi, loro familiari e personale scolastico, che sono stati messi subito in isolamento cinturando di fatto il paese. Anche l'unico bar ha chiuso”.

Il laboratorio di Microbiologia degli Spedali Civili di Brescia ha sequenziato il genoma di un campione di tamponi infetti e tutti e 14 i campioni provenienti dal paesino hanno evidenziato la variante inglese del Sars_Cov-2. 
“La situazione è cambiata in modo improvviso – riflette Benzoni – da novembre a gennaio avevamo una media di sette-otto casi al giorno. Ma grazie alla sinergia con Ats siamo arrivati in tempo. C'è un solo anziano ricoverato in questo momento, che è mio padre. Gli altri sono tutti a casa e le loro condizioni appaiono in deciso miglioramento. Nel giro di qualche giorno dovremmo vedere la luce con un netto decremento dei casi, intanto abbiamo già i primi bambini negativi al tampone di controllo. Penso che il nostro caso possa essere di esempio ad altri. Ai sindaci dei paesi vicini ho detto di prestare massima attenzione perché in un attimo una situazione tranquilla può diventare preoccupante”.