Il papà di Niccolò Ciatti: "Nei ragazzi picchiati a Varsavia ho rivisto mio figlio"

·1 minuto per la lettura

"La prima cosa che ho pensato quando ho sentito la notizia di quei ragazzi massacrati di botte vicino a una discoteca è stata 'ancora una violenza inaudita'. Davanti ai miei occhi avevo Niccolò, quando ha ricevuto quel calcio, le sue mani sul petto". A parlare all'Adnkronos è Luigi Ciatti, il papà del 22enne pestato a morte nell'agosto del 2017 a LLoret de Mar, a Barcellona, da un gruppo di ragazzi. Di Firenze, anche lui, come i sette ragazzi massacrati di botte la notte tra venerdì e sabato scorsi fuori da una discoteca a Varsavia, dove si trovavano in vacanza.

"Continuano questi atti di violenza inaudita in cui alcuni ragazzi picchiano altri in maniera assurda - continua - mettendo a rischio la vita di coetanei. Non riesco a capire come facciano a non fermarsi, la vita è la cosa più bella che c'é e basta poco per perderla o, nel loro caso, per rovinarsela. Forse sbaglio, ma credo che se ci fossero sentenze come dovrebbero essere e se questi ragazzi si rendessero conto di quello che rischiano - incalza Ciatti - ci potrebbero pensare un attimo prima di agire e arrivare a tanto. L'unica cosa che a noi resta da fare è cercare giustizia, che purtroppo tarda ma che arriverà. Non ci porterà indietro Niccolò, ma quella nei confronti di chi lo ha massacrato deve essere una condanna esemplare perché capiscano davvero quello che hanno fatto. Mi auguro si riesca a fare questo processo, perché questi delinquenti non si recuperano e l'unico posto dove devono stare è il carcere".

(di Silvia Mancinelli)

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli