Il Papa ai rom slovacchi di Luník IX: "Ghettizzare accende la rabbia"

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Francesco benvenuto tra noi”. Una scritta arcobaleno in italiano su un cartello appeso uno dei palazzoni di Luník IX. Così la periferia di Košice ha accolto Papa Francesco in visita nel ghetto dei Rom della Slovacchia, nella penultima tappa del suo terzo giorno di viaggio apostolico.

Nel quartiere dei dimenticati il Pontefice ha rivolto un messaggio di speranza e di vicinanza sottolineando che ghettizzare le persone non risolve nulla. “La via per una convivenza pacifica è l’integrazione. Quando si alimenta la chiusura divampa la rabbia”, ha sottolineato Bergoglio. “Troppe volte siete stati oggetto di preconcetti e di giudizi impietosi, di stereotipi discriminatori, di parole e gesti diffamatori.” “Vorrei dirvi con il cuore, siete benvenuti, sentitevi sempre di casa nella Chiesa e non abbiate mai paura di abitarci. Nessuno tenga fuori voi o qualcun altro dalla Chiesa”.

Un messaggio di speranza agli ultimi

A Luník IX, distretto cittadino separato, con un proprio governo autonomo, è abitato da circa 4.300 Rom. Qui manca tutto, sicurezza, acqua potabile, luce e gas. Gli edifici sono fatiscenti.

Il quartiere è uno dei 22 distretti della città di Košice, nel quale vive la più alta densità di Rom in Slovacchia. Con una legge del Consiglio nazionale della Repubblica slovacca, quindi, il 1° ottobre 1990, è stato istituito come distretto cittadino separato, con un proprio governo autonomo. Dal il 1° luglio 2008 la Famiglia Salesiana ha deciso di portare la sua missione. All’inizio, a Luník IX erano presenti solo due sacerdoti, ma con gli anni la loro presenza è raddoppiata.

Papa: “La Chiesa è casa vostra”

In questo contesto complicato Bergoglio ha chiesto politiche più inclusive per questa comunità, rivolgendo un appello all’Europa ma anche alla Chiesa cattolica. Dal il 1° luglio 2008 la Famiglia Salesiana ha deciso di portare la sua missione. All’inizio, a Luník IX erano presenti solo due sacerdoti, ma con gli anni la loro presenza è raddoppiata.

Il Papa ha quindi ringraziato chi porta avanti il lavoro di integrazione, come sacerdoti, religiosi e laici. "Andate avanti su questa strada che non illude di poter dare tutto e subito, ma è profetica, perché include gli ultimi, costruisce la fraternità, semina la pace. Non abbiate paura di uscire incontro a chi è emarginato.”

Nessuna personalità religiosa o politica fino ad ora aveva messo piede in questa zona. La visita del Papa ha ridata un po’ di luce e di speranza a un quartiere-ghetto vissuto sempre nell’ombra.

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