Il Papa in Bahrein contro “il riarmo e la bestemmia della guerra”

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Roma, 4 nov. (askanews) – Papa Francesco è stato accolto dal re del Bahrein Hamad ben Issa Al-Khalifa e dallo sceicco Ahmed al-Tayeb, grande imam di Al-Azhar, istituzione rispettata dall’islam sunnita, nel corso della chiusura del Forum per il dialogo interconfessionale tra Oriente e Occidente, nel secondo giorno del suo primo viaggio nel Regno del Golfo.

E se il messaggio della sera precedente era diretto al rispetto dei diritti umani e allo stop alla pena di morte, venerdì il Papa ha rivolto “un nuovo accorato appello per l’Ucraina” e una preghiera affinché siano avviati “seri negoziati di pace”.

Nel suo discorso di chiusura davanti ai rappresentanti islamici riuniti in Bahrein, Bergoglio ha espresso ancora una volta il suo “no” alla guerra, affermando che “l’uomo religioso, l’uomo di pace, si oppone anche alla corsa al riarmo, agli affari della guerra, al mercato della morte. E “con forza dice “no” alla bestemmia della guerra e all’uso della violenza.

La visita di quattro giorni di Papa Francesco, la seconda nella penisola arabica dal suo storico viaggio negli Emirati arabi uniti nel 2019, avviene sullo sfondo di appelli di ong che denunciano le discriminazioni nei confronti della comunità sciita di questo paese insulare di 1,4 milioni di abitanti governato da una dinastia sunnita.