Il Papa e il presidente argentino, il "giallo" dell'aborto

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Città del Vaticano, 31 gen. (askanews) - Ma insomma, hanno parlato o no di aborto? Vaticano, venerdì mattina, il nuovo presidente argentino Alberto Fernandez viene ricevuto per la prima volta da Papa Francesco. Tra i due scorre buon sangue, il capo di Stato "peronista" è decisamente più vicino al Pontefice argentino del suo predecessore, il liberista Mauricio Macrì, ma motivi di attrito non mancano. In particolare, l'interruzione di gravidanza fa dibattito oltreoceano. Insediatosi il 10 dicembre, a inizio gennaio l'inquilino della Casa Rosada ha preannunciato che il Governo ha intenzione di decriminalizzare l'aborto, che ora è concesso solo in caso di stupro o se la salute della donna è in pericolo, e che un progetto di legge sarà dibattuto nel corso del 2020 dalla Camera dei deputati. Un primo tentativo in questo senso è fallito nel 2018: la Camera bassa lo aveva approvato, il Senato, con una votazione che ha tenuto in sospeso il paese per giorni, lo ha alla fine bocciato. La Chiesa, ovviamente, ha tirato un sospiro di sollievo, e il suo esponente più alto in grado, il Papa, con lei. L'udienza odierna, per questo, era guardata con estremo interesse in Argentina, per sapere cosa sarebbe filtrato dell'incontro tra Francesco e Fernandez. Ma ai giornalisti che, all'uscita dell'udienza, gli chiedevano conto, il capo di Stato argentino ha detto che con il Papa non hanno affrontato il tema. Praticamente negli stessi momenti il Vaticano ha pubblicato un comuicato nel quale riferisce, come è prassi, che durante i "cordiali colloqui" che il Presidente ha avuto prima con il Papa e poi "con Sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato dal Rev.mo Mons. Miroslaw Wachowski, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati", si è parlato, tra l'altro, della "tutela della vita dal concepimento". Incongruenza? Messaggi criptati? Qualcuno, addirittura, ha mentito. A gettare acqua sul fuoco è intervenuto nel primo pomeriggio il portavoce vaticano, Matteo Bruni, che, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha precisato che "non tutti i temi citati nel Comunicato Stampa sull'Udienza al Presidente della Repubblica dell'Argentina sono stati affrontati in tutti i colloqui: alcuni sono stati esaminati nel corso di quello con la Segreteria di Stato, altri in quello con il Santo Padre".