Il Papa e la ragazza autistica napoletana, catechesi "pratica"

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Città del Vaticano, 21 ago. (askanews) - Mentre Papa Francesco teneva la catechesi ufficiale, questa mattina in aula Paolo VI, Clelia Manfellotti, una ragazza autistica di 10 anni, venuta da Napoli per incontrarlo con la mamma e con gli zii, non è stata ferma un attimo: seduta nel settore riservato alle persone ammalate e disabili - in prima fila - ha salito rapidamente le scale dell'aula ed è stata per tutto il tempo vicino a Francesco, battendo le mani e facendo qualche corsetta. "Dio parla attraverso i bambini" ha detto Francesco ai suoi collaboratori, invitando a non fermare o allontanare Clelia e a lasciarla libera di muoversi. E guardando Clelia, al momento dei saluti ai fedeli, il Papa ha proposto di getto una riflessione schietta, rilanciando i contenuti che volle suggerire, nel giugno 2016, in occasione del Giubileo per le persone con disabilità, puntando decisamente su inclusione, rispetto, dignità e anche attenzione alle famiglie: "Uutti noi abbiamo visto questa ragazza tanto bella, poverina è vittima di una malattia e non sa cosa fa: io domando una cosa, ma ognuno risponda nel suo cuore: ho pregato per lei, vedendola, ho pregato perché il Signore la guarisca, la custodisca? Ho pregato per i suoi genitori e per la sua famiglia? Sempre quando vediamo qualche persona sofferente dobbiamo pregare. Che questa situazione ci aiuti sempre a fare questa domanda: ho pregato per questa persona che ho visto, che si vede che soffre?". Francesco non ha mancato di benedire Clelia, stringendola a sé, e di incoraggiare la mamma, alle prese con le mille questioni che una famiglia con un figlio con disabilità grave deve quotidianamente affrontare. Davvero una catechesi "pratica", commenta l'Osservatore Romano, che la bellezza della vita di Clelia ha reso di grande efficacia.