Il Papa e Martin Scorsese parlano di The Irishman e Dostoevskij

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Città del Vaticano, 8 gen. (askanews) - Hanno parlato di Dostoevskij e dell'ultimo film di Irishman, Papa Francesco e Martin Scorsese, in occasione del loro ultimo colloquio. A riportarlo è il direttore dell'Osservatore Romano, Andrea Monda, che intervista sul giornale vaticano il regista statunitense.

"Quando il 21 ottobre scorso si sono di nuovo incontrati, Martin Scorsese e Papa Francesco, hanno ripreso un conversazione come possono fare due vecchi amici che si intendono al volo, senza alcuna fatica", scrive Monda, "eppure l'ultima volta che si erano visti era stata quasi esattamente un anno prima, il 23 ottobre 2018 nell'auditorium dell'Augustinianum in occasione dell'incontro di giovani e anziani con il Santo Padre e della presentazione del libro La saggezza del tempo. Il Papa dopo avergli chiesto notizie della moglie ha voluto sapere qualcosa sul suo nuovo film, The Irishman e il regista italo-americano ha spiegato come si tratti di un film sul tempo e la mortalità, l'amicizia e il tradimento, il rimorso e il rimpianto dei tempi passati. Tra i due - prosegue il direttore dell'Osservatore Romano - è cominciato un dialogo semplice quanto profondo che presto è approdato al nome di Dostoevskij, comune passione dell'uno e dell'altro, che con i suoi romanzi fa da sfondo all'opera del regista di Meanstreets e di Silence".

L'intervista di Monda a Scorsese è incentrata appunto sull'ultima fatica del regista, prodotta da Netflix. "In The Irishman - spiega tra l'altro l'artista - si uniscono allo stesso tempo sia l'osservazione esterna sia la riflessione interiore; man mano che il film procede l'equilibrio si sposta dall'esteriore all'interiore. La questione è "come si riconcilia il mondo esterno delle circostanze con il mondo interiore della fede?", un interrogativo che mi accompagna da sempre e che ho affrontato in modo diverso nei differenti momenti della mia esistenza. A questo punto, a 77 anni, suppongo che la riflessione interiore diventi prevalente".

Martin Scorsese ammira Jorge Mario Bergoglio: "Quando penso a Papa Francesco devo dire che la prima parola che mi viene in mente è compassione. Leggi le parole del Santo Padre, ti ritrovi con lui faccia a faccia, e ti rendi conto che è un uomo che vede il fondamento spirituale della Chiesa", afferma all'Osservatore Romano. "La Chiesa cattolica è una istituzione vasta, è una tradizione, è un'impresa, un'organizzazione enorme. Ma nella sua essenza non è una questione di affari umani o mondani, bensì una questione dello spirito. È questa la pietra, il fondamento: la pratica e la sequela vivente dell'esempio di Cristo. Papa Francesco lo sta ripetendo, e chiede che lo riconosciamo. Ritengo straordinario che quest'uomo sia il nostro Papa. E' una benedizione. E considero una benedizione averlo incontrato".