Il Papa riapre il Vaticano a George Pell, accelera la riforma delle finanze

Maria Antonietta Calabrò
·Giornalista
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L'incontro tra Papa Francesco e il Cardinale Pell (Photo: ANSA foto)
L'incontro tra Papa Francesco e il Cardinale Pell (Photo: ANSA foto)

Il Papa ha incontrato questa mattina il cardinale George Pell (tornato dall’Australia, nel pieno del scandalo dell’acquisto del palazzo di Londra da parte della Segreteria di Stato). Incontro preannunciato nell’agenda ufficiale del Pontefice e seguito dal comunicato ufficiale della Sala Stampa vaticana. Con una iniziativa non usuale Vatican News ha diramato anche un breve video dell’inizio del colloquio, con uno scambio di battute tra i due, in cui campeggiano le parole del pontefice:” Grazie della sua testimonianza”. L’atmosfera è stata descritta come “calda e cordiale”. Pell si fermerà a Roma almeno tre o quattro mesi. Certamente per lui si tratta di una giornata di svolta, dopo tre anni di assenza. Pell peraltro è stato ricevuto dal Papa alla vigilia della riunione del C6, il Consiglio dei Cardinali che devono portare a termine la riforma della Curia e delle finanze vaticane (che si terrà on line causa Covid, per evitare viaggi transoceanici ai cardinali) e dopo che la settimana scorsa Francesco aveva chiamato a riferire a casa Santa Marta il Nunzio apostolico in Australia circa presunte ingerenze avvenute nel corso del processo contro il cardinale per abusi sessuali, conclusosi con l’assoluzione di Pell da parte dell’Alta Corte australiana.


Negli stessi giorni che hanno visto le dimissioni del cardinale Angelo Becciu, l’uscita del Segretario di Stato Pietro Parolin dalla commissione cardinalizia dello IOR, il ritorno di Pell , il Vaticano, secondo il Financial Times, ha venduto degli asset afferenti all’Obolo di San Pietro per estinguere il prestito di 243 milioni di euro acceso per comprare il famoso palazzo di Londra di Sloane Avenue, 60 dal finanziere Raffaele Mincione.

In realtà i prestiti erano due: uno presso il Credit Suisse e il secondo presso la Banca della Svizzera italiana, una banca finita nel mirino del controllore svizzero e chiusa per violazione delle norme antiriciclaggio (anche la Banca d’Italia ha chiuso la filiale italiana Bsi).

Proprio a questi due prestiti, cui l’ex prefetto dell’Economia e zar delle finanze vaticane era fortemente contrario e di cui era venuto a conoscenza dall’ambiente finanziario inglese, nell’entourage di Pell, si è fatto risalire la causa delle “disgrazie” del cardinale, secondo quanto risulta ad Huffpost. Il C6 si svolgerà quando volge al termine l’ispezione degli esperti del Comitato Moneyval del Consiglio d’Europa, l’organismo antiriciclaggio cui è sottoposto il Vaticano (dal 2009).

Secondo The Economist in questo particolare momento il monitoraggio antiriciclaggio di Moneyval nei confronti dei due microstati confinanti con l’Italia (Vaticano e San Marino) sarà particolarmente stringente, visto il timore di Europol circa le infiltrazioni della malavita che cercherà di mettere le mani sulla massa di denaro (circa 200 miliardi di euro) che dovrebbe spettare all’Italia con il Recovery fund.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.