Il Papa: "La xenofobia è una malattia"

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"Le xenofobie tante volte cavalcano sui cosiddetti populismi politici. Ho detto la settimana scorsa o l’altra che delle volte sento in alcuni posti discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel ’34". Lo ha denunciato il Papa sul volo di ritorno dall'Africa rispondendo ad una domanda su cosa pensi del problema dell’educazione dei giovani in Africa.  

"Si vede - ha aggiunto Bergoglio - che c’è un ritornello in Europa, ma anche in Africa. Io ho letto sui giornali di questo problema della xenofobia. Ma non è un problema solo dell’Africa, è una malattia umana, come il morbillo. E’ una malattia, ti viene, entra in un Paese, entra in un continente. E mettiamo muri, no? E i muri lasciano soli coloro che li fabbricano. Sì, lasciano fuori tanta gente, ma coloro che rimangono dentro i muri rimarranno soli, e alla fine della storia sconfitti per delle invasioni potenti. Ma la xenofobia è una malattia: una malattia 'giustificabile', tra virgolette, no la purezza della razza, ad esempio, per nominare una xenofobia del secolo scorso". 

Le critiche al Papa? Sono ben accette e possono anche aiutare, se leali, ma se arrivano come pietre da qualcuno che le lancia nascondendo la mano, "questo non è leale, non è umano", ha aggiunto il pontefice.  

"Prima di tutto - ha detto Francesco - le critiche sempre aiutano, quando uno riceve una critica subito deve fare autocritica, e dire questo è vero, non è vero, fino a che punto..io sempre delle critiche vedo i vantaggi. Delle volte ti arrabbi, ma i vantaggi ci sono. Poi nel viaggio di andata a Maputo, è venuto uno di voi… sei stato tu a darmi il libro?... uno di voi mi ha dato quel libro. No il papa sotto l'attacco degli americani…ecco come gli americani vogliono cambiare il papa, ecco questo il libro che mi avete dato un esemplare, io sapevo del libro, sapevo ma non lo avevo letto. Le critiche non sono soltanto degli americani un po' dappertutto, anche in curia, almeno quelli che le dicono hanno il vantaggio dell’onestà di dirlo, e a me piace questo, a me non piace quando le critiche stanno sotto il tavolo, fanno un sorriso che ti fanno vedere i denti e poi ti danno il pugnale da dietro, questo non è leale, non è umano". 

"Non ho paura degli scismi ma prego che non ce ne siano", ha aggiunto. "Il problema dello scisma, - ha esordito Bergoglio - nella chiesa ci sono state tanti scismi, dopo il Vaticano I, l’ultima votazione quella dell’infallibilità, un bel gruppo se ne è andato, si è staccato dalla chiesa, ha fondato i vetero- cattolici , per essere proprio onesti alla tradizione della chiesa, poi loro hanno trovato uno sviluppo differente e adesso fanno l’ordinazione delle donne, ma in quel momento erano rigidi, andavano dietro a un’ortodossia che pensavano che il concilio aveva sbagliato. Un altro gruppo se ne è andato senza votare, zitti zitti, ma non ha voluto votare, il Vaticano II ha creato queste cose, forse lo stacco più conosciuto è quello di Lefevbre, sempre c’è l‘azione scismatica nella chiesa. E’ una delle azioni che il Signore lascia sempre alla libertà umana, io non ho paura degli scismi, prego perché non ce ne siano, perché c’è la salute spirituale di tanta gente, che ci sia il dialogo, che ci sia la correzione se c’è qualche sbaglio, ma il cammino nello scisma non è cristiano".