Il Papa nel cuore dell'Europa, a Bratislava dopo l'Ungheria e l'incontro con Orban

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Un viaggio apostolico breve ma carico di significato. Prima l’Ungheria e poi la Slovacchia. Ricordando quanto sia importante la politica dell’accoglienza, a Budapest Papa Francesco ha incontrato il primo ministro Viktor Orban e il presidente della Repubblica ungherese Janos Ader. Presenti anche il Segretario di Stato Pietro Parolin e il ministro degli Esteri vaticano, Paul Gallagher. Un colloquio cordiale, fanno sapere fonti del Vaticano, incentrato su ambiente e famiglia.

La visita del Pontefice e il faccia a faccia con Orban, distante dalle posizioni della Chiesa su temi come migranti e rifugiati, arriva all’indomani dell’incontro a Roma tra il cardinale Gallagher e il leader della Lega Matteo Salvini, in linea con le posizioni di Orban.

L'incontro tra il papa e Orban

Il faccia a faccia tra il Santo Padre e il primo ministro ungherese si è svolto al Museo delle Belle Arti di Budapest, secondo il programma previsto, in un clima cordiale. 40 minuti di colloqui. Al termine dell’incontro, il premier ungherese ha fatto sapere di aver chiesto al Pontefice "di non lasciare che l'Ungheria cristiana perisca". I precedenti incontri di Francesco con Orban non erano stati udienze private e risalgono in Vaticano al 2016, in un'udienza alla delegazione dei parlamentari cristiani, e al 2017, con altri capi di Stato e di governo per l'anniversario dei Trattati di Roma.

Il Papa ai fedeli: "Siate aperti e rispettosi"

Il Papa, in occasione del Consiglio ecumenico delle chiese e alcune comunità ebraiche, e poi durante la messa, ha sottolineato che l'antisemitismo serpeggia ancora, è una minaccia che va spenta" . Al popolo ungherese e ai fedeli presenti Francesco ha chiesto di essere sempre aperti, radicati e rispettosi.

"Ogni volta che c'è stata la tentazione di assorbire l'altro non si è costruito, ma si è distrutto”, ha sottolineato Bergoglio. “Così pure quando si è voluto ghettizzarlo, anziché integrarlo. Quante volte nella storia è accaduto! Dobbiamo vigilare e pregare perché non accada più.” Il Papa ancora una volta ha chiesto ai fedeli di non chiudersi "in una rigida difesa" di una propria identità" ma di essere aperti verso gli altri per raggiungere una "società fraterna".

La visita pastorale del Papa, che è apparso in buona salute dopo l’intervento di luglio, prosegue in Slovacchia fino a mercoledì.

Francesco in Slovacchia

Papa Francesco nella suaseconda giornata di viaggio in Slovacchia, dove è arrivato domenica pomeriggio, è giunto lunedì mattina al Palazzo presidenziale di Bratislava, dove si è svolta la vera e propria cerimonia di benvenuto nel Paese.

Ad accogliere il Pontefice è stata la giovane presidente della Repubblica Zuzana Caputova, 48 anni, con cui poi Francesco ha avuto un incontro privato nella 'Sala d'Oro'.

Nel giardino del Palazzo presidenziale ha quindi incontrato le autorità politiche e religiose, i rappresentanti della società civile e i membri del Corpo diplomatico. La cattedrale dedicata a San Martino della capitale slovacca è stato poi il luogo scelto per l'incontro ufficiale con la Chiesa locale con vescovi, sacerdoti, religiosi, suore e seminaristi.

"Una Chiesa che forma alla libertà interiore e responsabile, che sa essere creativa immergendosi nella storia e nella cultura, è anche una Chiesa che sa dialogare col mondo, con chi confessa Cristo senza essere 'dei nostri', con chi vive la fatica di una ricerca religiosa, anche con chi non crede: Non è selettiva di un gruppetto, dialoga con tutti". Queste sono state alcune delle parole del Papa nel discorso in Cattedrale, a Bratislava.

La rottura tra Chiesa e ebrei slovacchi

Una visita nel solco del predecessore e con con l'intento di ridurre la distanza tra cattolici e ebrei. A Bratislava Francesco spera di essere riuscito a voltare una brutta pagina di storia, quella della chiesa cattolica nella prima repubblica di Slovacchia, Paese satellite della Germania nazista, che varò diverse leggi contro alla base della deportazione di decine di migliaia di ebrei slovacchi guardando oltre all'attualità di oggi.

La Slovacchia ha una popolazione di 5 milioni e mezzo di abitanti, il 73% è di religione cattolica e il 4% greco-cattolica, mentre il 13,5% si dichiara ateo. Francesco è il secondo pontefice a visitare il Paese dopo Giovanni Paolo II che lo aveva visitato nel 1990, nel 1995 e nel 2003.

Questa è la prima visita ufficiale di Francesco dopo l'operazione chirurgica dello scorso luglio.

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