Il Papa ribadisce: l'uso delle armi nucleari è immorale -2-

Red/Gtu

Roma, 26 nov. (askanews) - "Nagasaki e Hiroshima ambedue hanno sofferto la bomba atomica, e questo le fa assomigliare. Ma c'è una differenza", ha ricordato il Papa, spiegando: "Nagasaki non ha avuto solo la bomba ma anche i cristiani. Nagasaki ha radici cristiane, il cristianesimo è antico, la persecuzione dei cristiani c'era in tutto il Giappone ma in Nagasaki è stata molto forte. Il segretario della Nunziatura mi ha regalato un facsimile in legno dove c'è scritto il 'wanted' di quel tempo: si cercano cristiani! Se tu trovi uno, denuncialo e tu avrai tanto, se tu trovi un sacerdote denuncialo, e avrai tanto. Questo colpisce, sono stati secoli di persecuzioni, questo è un fenomeno cristiano che in qualche modo 'relativizza', nel senso buono della parola, la bomba atomica. Invece andare a Hiroshima è soltanto per (fare memoria, ndr) della bomba atomica, perché non è una città cristiana come Nagasaki. Per questo io sono voluto andare ad ambedue, in entrambe c'è stato il disastro atomico".

"Hiroshima - ha sottolineato il Papa - è stata una vera catechesi umana sulla crudeltà, non ho potuto vedere il museo di Hiroshima per motivi di tempo, perché è stata una giornataccia (per i ritmi serratissimi, ndr) ma dicono che è terribile: lettere dei Capi di Stato, dei generali che spiegavano come si poteva fare un disastro più grande. Per me è stata un'esperienza molto più toccante. E lì ho ribadito che l'uso delle armi nucleari è immorale, per questo deve andare nel Catechismo della Chiesa Cattolica, e non solo l'uso, anche il possesso, perché un incidente, o la pazzia di qualche governante, la pazzia di uno può distruggere l'umanità. Pensiamo a quel detto di Einstein: 'La quarta guerra mondiale sarà combattuta con bastoni e pietre'".