Il Papa sabato ad Albano, "laboratorio" di opere sociali

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Roma, 20 set. (askanews) - Papa Francesco sarà nel pomeriggio di domani, sabato 21 settembre, ad Albano laziale, in provincia di Roma. Il Pontefice partirà alle 16.30 in auto dalla domus Santa Marta in Vaticano. L'arrivo ad Albano è previsto per le 17.15 quando sarà accolto dal vescovo di Albano monsignor Marcello Semeraro, stretto collaboratore del Papa argentino, e dal sindaco Nicola Marini davanti alla cattedrale. Dopo un momento di preghiera con il clero locale, il Papa celebrerà alle 18 la messa all'aperto in piazza Pia e alle 20 è previsto il suo rientro in Vaticano.

"Vorrei incoraggiasse e rafforzasse il cammino sono alcune iniziative particolari", afferma in una intervista all'Osservatore Romano il vescovo di Albano, che è anche segretario del consiglio dei sei cardinali che coadiuvano il Papa nella riforma della Curia, il cosiddetto C6. "In tutte le diocesi c'è l'attività della Caritas. A questo proposito, ci stiamo muovendo in direzioni specifiche. Innanzitutto, sull'accoglienza delle famiglie in difficoltà. Infatti, le nostre strutture non ospitano solo indigenti, ma nuclei famigliari interi. Credo che questo sia un caso unico nel Lazio. Tanto che alcune famiglie ospiti vengono anche da Roma. Normalmente, nelle altre case di accoglienza per ovvie ragioni fanno distinzione tra mamme e papà. Nel nostro caso, invece, con uno sforzo in più, abbiamo voluto accogliere la famiglia nel suo insieme". Inoltre, "nell'anno santo della Misericordia ebbi l'idea di rispondere a un altro bisogno. Dalla finestra dello studio della curia al mattino nella strada vedevo persone che scendevano dall'automobile con in mano delle buste di plastica e andavano alla Caritas. Mi chiedevo perché mai queste persone che dispongono di una macchina, quindi, all'apparenza non indigenti, si rivolgevano alle docce della Caritas? Gli operatori mi hanno spiegato che si tratta di papà separati che non hanno più la casa e dormono in auto. Ho chiesto allora di fare qualcosa. Sono già tre anni che abbiamo creato una casa per questi papà che in pratica sono separati non solo dalle mogli, ma anche dai figli, perché il loro disagio è di non poter stare con questi ultimi". E ancora, prosegue Semeraro, "stiamo avviando altre due iniziative: una è la Casa del discernimento. Negli anni passati ho avuto contatti con dei gesuiti, i quali mi hanno chiesto che se avessimo avuto una struttura in diocesi adatta per tenere incontri, ritiri e conferenze, loro ne avrebbero preso la guida. Nell'ambito del seminario c'è un'abitazione, dove un tempo viveva il vescovo ausiliare. Da quando non c'è più l'ausiliare, l'abbiamo destinata all'accoglienza dei gruppi giovanili. Abbiamo pensato che quella era la scelta giusta. Dopo alcuni lavori di adattamento, adesso, nei fine settimana ospitiamo dei gesuiti che sono a disposizione per fare discernimento". Da ultimo, "anche l'altra iniziativa è in collaborazione con i gesuiti. Grazie a loro mi hanno mandato due religiose di due congregazioni differenti. Si è formata così una famiglia intercongregazionale per il supporto nella tutela dei minori e degli adulti vulnerabili. Una di queste suore era collaboratrice di padre Hans Zollner alla Pontificia università Gregoriana. A ottobre comincia un corso semestrale di specializzazione per sensibilizzare alla tutela dei minori e degli adulti vulnerabili. Inoltre le suore lavoreranno anche nella pastorale scolastica. Queste iniziative ci sono venute dalle indicazioni del Papa. Ho pensato, quindi, di presentare a lui quando viene in diocesi questi progetti per chiedere la sua benedizione".