Il Papa: "Smarriti davanti alla morte, ma la resurrezione non è un miraggio"

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di Enzo Bonaiuto

"Siamo chiamati a credere nella risurrezione non come a una specie di miraggio all’orizzonte, ma come a un evento già presente, che ci coinvolge misteriosamente già ora. E tuttavia, questa stessa fede nella risurrezione non ignora né maschera lo smarrimento che umanamente sperimentiamo davanti alla morte". E' la riflessione di Papa Francesco, nell'omelia della messa in suffragio dei cardinali e dei vescovi defunti nel corso dell’anno, all’altare della cattedra della basilica di San Pietro in Vaticano.

"Fuorché nel peccato", osserva il Pontefice, Cristo "è pienamente solidale con noi: ha sperimentato anche il dramma del lutto, l’amarezza delle lacrime versate per la scomparsa di una persona cara. Ma ciò non diminuisce la luce di verità che promana dalla sua rivelazione, di cui la risurrezione di Lazzaro fu un grande segno".

Quando questo salto avviene, sottolinea il Papa, "il nostro modo di pensare e di vedere le cose cambia. L’occhio della fede, trascendendo il visibile, vede in certo modo l’invisibile. Ogni avvenimento viene allora valutato alla luce di un’altra dimensione, quella dell’eternità".

Nel pregare per i cardinali e i vescovi defunti nell’arco di questo ultimo anno, Papa Francesco esorta a "dissolvere quella mestizia negativa, che a volte s’infiltra in noi, come se con la morte finisse tutto. Si tratta di un sentimento lontano dalla fede - osserva - che si aggiunge all’umana paura di dover morire e da cui nessuno può dirsi del tutto immune".

Per questo, "davanti all’enigma della morte, anche il credente deve continuamente convertirsi - è l'invito del Pontefice - Quotidianamente, siamo chiamati ad andare oltre l’immagine che istintivamente abbiamo della morte come annientamento totale di una persona; a trascendere il visibile scontato, i pensieri codificati e ovvi, le opinioni comuni, per affidarci interamente al Signore".

Queste parole, se "accolte con fede", fanno sì che "la preghiera per i nostri fratelli defunti sia veramente cristiana. Esse ci permettono anche di avere una visione veramente realistica della loro esistenza: di comprendere il senso e il valore del bene che hanno compiuto, della loro fortezza, dell’impegno e dell’amore donato in maniera disinteressata; di comprendere che cosa significa vivere aspirando non a una patria terrena, ma ad una migliore, cioè a quella celeste", conclude Papa Francesco.