## Il Papa vede Biden e sconfessa i vescovi conservatori Usa

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Città del Vaticano, 29 ott. (askanews) - 'Il linguaggio aspro e bellicoso della divisione non si addice alle labbra del Pastore, non ha diritto di cittadinanza nel suo cuore e, benché sembri per un momento assicurare un'apparente egemonia, solo il fascino durevole della bontà e dell'amore resta veramente convincente'. Era il 23 settembre del 2015 e nella cattedrale di San Matteo a Washington Francesco, papa da due anni, frenava le pulsioni dei vescovi degli Stati Uniti. La distanza tra il pontefice della misericordia e uno degli episcopati più agguerriti, tra il papa argentino e i vescovi 'yankee' nel corso degli anni non è diminuita, anzi. E oggi, in occasione dell'udienza concessa da Francesco a Joe Biden, il secondo presidente cattolico dopo John Fitzgerald Kennedy, Jorge Mario Bergoglio l'ha sanzionata con decisione.

E dire che il cattolicesimo a stelle e strisce a fine Ottocento era tradizionalmente democratico. Molti dei cattolici nordamericani - Biden ne è erede - erano emigrati irlandesi, polacchi, italiani. Classe lavoratrice, umili origini, ideali progressisti. Tanto da suscitare il sospetto, da parte della borghesia bianca, anglosassone e protestante (Wasp), di essere un corpo estraneo aalla società statunitense. Negli anni Sessanta Kennedy per essere eletto dovette pubblicamente affermare la propria indipendenza da Roma. Da allora molte cose sono cambiate. Col tempo i cattolici sono ascesi socialmente, si sono integrati, e sotto Giovanni Paolo II prima e Benedetto XVI poi la Chiesa d'Oltreoceano ha virato su posizioni più conservatrici. Il partito repubblicano, specie nell'era di Ronald Reagan, ha avuto l'abilità di attirare molti elettori cattolici nella propria sfera. Con l'arrivo dei 'tea party' e di Donald Trump, infine, anche nel cattolicesimo Usa è emersa non già un'idea conservatrice ma la tendenza al tradizionalismo, da ultimo venata di complottismo e alla pulsione anti-democratica. Parte della società, e svariati cattolici, si sono sentiti sempre più in guerra con la cultura circostante, secolarizzata, pluralista, liberal. E i vescovi hanno fatto proprie le 'culture wars' in particolare in materia di bioetica, L'aborto è divenuto sempre più il terreno di battaglia.

Fin dalla sua elezione, papa Francesco è stato in rotta di collisione con questo approccio. Non certo perché sia favorevole all'aborto - che ha più volte bollato come 'omicidio', dicendo che 'è come affittare un sicario per risolvere un problema' - ma perché ritiene che alla Chiesa si schiuda un futuro nella società odierna se dialoga, ascolta, comprende gli esseri umani, compresi i peccatori, i non credenti, i diversamente credenti.

La faglia con i vescovi si è allargata dapprima negli anni di Trump. Nell'ampia area conservatrice, più di un presule ha preso di mira questo approccio pastorale. Quando un ex nunzio negli Stati Uniti, mons. Carlo Maria Viganò - col tempo, entusiasta di Trump e da ultimo covid-scettico - ha chiesto le dimissioni del papa per una vicenda di presunti insabbiamenti della pedofilia, rivelatisi poi infondati, molti vescovi non hanno preso le distanze. Con Joe Biden alla Casa bianca, la cacofonia è aumentata.

Contro il nuovo presidente il fuoco di fila è iniziato subito: mentre papa Francesco salutava l'elezione di Biden con un sospiro di sollievo, il presidente della conferenza episcopale Usa, l'arcivescovo di Los Angeles José Gomez (Opus Dei), pubblicava una nota . duramente contestata dal cardinale 'bergogliano' Blaise Cupich di Chicago - nella quale sottolineava che il nuovo presidente 'si è impegnato a perseguire determinate politiche che promuoveranno i mali morali e minaccerebbero la vita e la dignità umana, soprattutto nelle aree dell'aborto, della contraccezione, del matrimonio e del genere'. Nei giorni successivi - lo ha rivelato il National Catholic Reporter - l'episcopato ha provato a costituire una commissione incaricata di esaminare il problema rappresentato da un cattolico 'pro choice' alla Casa Bianca, iniziativa preso naufragata. Quando ha messo in cantiere un documento per affermare il carattere 'preminente' dell'aborto nella valutazione morale di un politico cattolico e della sua 'dignità di ricevere la comunione', dalla Santa Sede è arrivata una netta, e irrituale, frenata. Il prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, cardinale Louis Ladaria, ha scritto una lettera a monsignor Gomez, a inizio maggio, per chiarire che 'sarebbe fuorviante' se l'affermazione circa il carattere 'preminente' dell'interruzione di gravidanza 'desse l'impressione che l'aborto e l'eutanasia da soli costituissero le sole materie gravi per l'insegnamento morale e sociale cattolico che richiedano la più piena adempienza da parte dei cattolici'. Il cardinale ha consigliato poi ai vescovi Usa che 'ogni affermazione della conferenza episcopale relativa ai leader politici cattolici dovrebbe essere contestualizzata nella più ampia cornice della dignità di ricevere la Santa Comunione da parte di tutti i fedeli, anziché da parte di una sola categoria di politici, riflettendo il loro obbligo di conformare le loro vite all'intero Vangelo di Gesù Cristo nel momento in cui si preparano a ricevere il sacramento'.

Raccomandazioni, suggerimenti, sollecitazioni che hanno avuto un effetto relativo. Tanto che alla successiva assemblea plenaria, la scorsa estate, i vescovi hanno approvato ad ampia maggioranza la decisione di votare, alla assemblea di novembre, un comunicato sulla natura dell'eucaristia. Per i conservatori, l'obiettivo è censurare Joe Biden (e la speker Nancy Pelosi) perché pur essendo cattolici sono 'pro choice' (a favore della libera scelta delle donne) e non 'pro life'. In realtà, Biden è semplicemente rispettoso della legislazione vigente in materia di interruzione di gravidanza. Una pratica che, negli Stati Uniti, è legale da una celebre sentenza della Corte costituzionale del 1973 e potrebbe prossimamente essere ribaltata dalla suprema magistratura dopo l'innesto di diversi giudici cattolici ultraconservatori da parte di Trump.

In punto di diritto la questione dell'eucaristia è lungi dal fare l'unanimità. Il canone 915 del codice stabilisce infatti che 'non siano ammessi alla sacra comunione gli scomunicati e gli interdetti, dopo l'irrogazione o la dichiarazione della pena e gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto'. Quanto all'aborto, il canone 1398 stabilisce che 'chi ricorre all'aborto, conseguendone l'effetto, incorre nella scomunica latae sententiae' e il canone 1329 estende tale scomunica i 'complici' di un delitto. Per i conservatori, un politico 'pro choice' rientra nel novero dei complici, per i progressisti no, tanto più quando un cattolico come Biden è, appunto, personalmente contrario all'interruzione di gravidanza, ma rispettoso della giurisdizione statale.

Il papa si è già espresso al riguardo. La sua preoccupazione è che l'eucaristia divenga un'arma. 'Il pastore sa cosa deve fare in ogni momento, ma come pastore. Ma se esce da questa pastoralità della Chiesa, immediatamente diventa un politico', ha detto nel recente viaggio di ritorno dalla Slovacchia. 'Io mai ho rifiutato l'Eucaristia a nessuno, a nessuno'.

Oggi, infine, la tanto attesa udienza a Biden. Negli Stati Uniti osservata con attenzione estrema. Il cardinale ultraconservatore Raymond Leo Burke non ha perso l'occasione per mettere in guardia dal dargli la comunione. Nel corso di ben 75 minuti a porte chiuse, Francesco e Biden avranno parlato di aborto? Di comunine? Il comunicato della sala stampa della Santa Sede elegantemente glissava: nel corso dei 'cordiali colloqui' tra Biden e il papa, prima, i suoi collaboratori, in seconda battuta, 'non si è mancato di fare riferimento anche alla tutela dei diritti umani, incluso il diritto alla libertà religiosa e di coscienza'. Poco dopo Joe Biden è a Palazzo Chigi. Durante una photo opportunity con Mario Draghi i cronisti statunitensi gli lanciano qualche domanda al volo per sapere come è andata col papa. Col papa ha parlato della conferenza dei vescovi?: 'E' una conversazione privata'. Quanto al tema dell'aborto, col papa, ha detto Biden, non se n'è parlato: 'No. Quel che è venuto fuori - abbiamo parlato del fatto che è contento che io sia un buon cattolico e dovrei continuare a ricevere la comunione'. Le ha detto che può prendere la comunione? 'Sì'.

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