Il Papa in visita al Presidio Sanitario e a nuova casa accoglienza

Red

Roma, 15 nov. (askanews) - Come ormai è consueto fare nei "Venerdì della Misericordia", Papa Francesco si è presentato all'improvviso alle 16.00 presso il Presidio Sanitario allestito nel braccio di sinistra del Colonnato di San Pietro in occasione della celebrazione della III edizione della Giornata Mondiale dei Poveri. Grande lo stupore e la commozione delle tante persone che affollavano il Presidio.

Il Presidio Sanitario, infatti, raccoglie in questi giorni decine e decine di poveri che provengono dai luoghi più impensati della città, e offre loro visite specialistiche attinenti alle patologie di cui soffrono molti senza casa. In effetti nel Presidio vengono offerte prestazioni mediche che nulla hanno da invidiare a un vero Ospedale. Dalle analisi cliniche alla dermatologia, dalla cardiologia alla ginecologia, dall'oculistica all'ecografia, per passare poi alla podologia e reumatologia, senza tralasciare la infettivologia e la diabetologia che raccolgono casi spesso allarmanti. Una équipe di giovani medici neolaureati o specializzandi, accudiscono sotto la guida dei rispettivi Professori i vari pazienti che, attraverso il passa parola, stanno giungendo a centinaia ogni giorno. Quanti giungono al Presidio, dopo essere stati accolti dall'Associazione delle Crocerossine, passano al Triage gestito dalla Associazione Nazionale dei Medici generici, da dove vengono smistati e accompagnati dai vari specialisti, con l'aiuto delle Infermiere della Croce Rossa.

Papa Francesco è stato accolto da un caloroso applauso da parte dei poveri che affollavano l'atrio e i vari studi medici. Si è fatta ressa attorno a lui: tutti hanno voluto salutarlo e abbracciarlo. Il Santo Padre si è intrattenuto con tutti; un sorriso per ciascuno e una parola di sostegno.

S.E. Mons. Rino Fisichella ha accompagnato il Santo Padre e ha presentato i vari medici specialisti. Il Presidio, infatti, è stato organizzato per celebrare la Giornata Mondiale dei Poveri giunta alla sua III edizione e promossa dal Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione.

Il Papa ha apprezzato molto questa struttura di vero servizio emergenziale e ha avuto parole di ringraziamento per tutti i medici e il personale paramedico che stanno realizzando un vero servizio di pieno volontariato, alcuni dei quali, tra l'altro, hanno voluto prendere dei giorni di ferie pur di condividere questa esperienza unica a favore di tanti diseredati. Dopo una breve preghiera, Papa Francesco ha salutato di nuovo i presenti e ha concluso la sua visita.

Il Santo Padre ha poi visitato e inaugurato un nuovo Centro di accoglienza notturna e diurna in Palazzo Migliori, a pochi metri dal Colonnato di San Pietro. Il nuovo centro è affidato all'Elemosineria di Sua Santità ed è dato in gestione alla Comunità di Sant'Egidio. Papa Francesco è stato accolto all'ingresso dall'Elemosiniere, il Cardinale Konrad Krajewski, da Mons Nunzio Galantino, Presidente dell'APSA, dal Prof. Andrea Riccardi e dal Prof. Marco Impagliazzo, fondatore e presidente della Comunità di Sant'Egidio.

Dopo una breve visita al pianterreno, destinato all'accoglienza diurna, con alcuni affreschi di epoca moderna, il Santo Padre si è recato nella cappella del Centro al primo piano, dedicata a San Giorgio. Nel contemplare gli ambienti ha commentato: "la bellezza guarisce!".

Ha poi visitato il piano dedicato agli alloggi, il terzo, e le sale adibite a refettorio, al secondo, intrattenendosi a tavola con alcune persone che risiederanno nel centro e con i volontari. Tra questi, alcuni che abitavano per strada e che ora hanno trovato lavoro e una dimora stabile e si impegnano come volontari nella struttura. Nel corso della conversazione con loro, Papa Francesco ha parlato della cultura dello scarto, e del bisogno di recuperare un senso di responsabilità verso i più poveri.

Ha ascoltato il racconto dei volontari che da molti anni portano la cena a chi vive per strada e delle difficoltà sperimentate per organizzare i loro funerali. Infine ha ricordato quando, da giovane, era abitudine lasciare un piatto pronto durante i pasti, particolarmente nei giorni di festa, per chi ne avesse bisogno, sottolineando la necessità di "educare i giovani alla compassione.