Il paradosso di Putin su Navalny, "lo avessimo avvelenato noi sarebbe morto"

·1 minuto per la lettura

AGI - Il presidente russo, Vladimir Putin, ha negato il coinvolgimento dei servizi russi nell'avvelenamento del suo principale oppositore, Alexei Navalny. E la sua spiegazione è molto semplice: se l'avessero fatto i servizi russi sarebbe morto. "Il paziente della clinica di Berlino ha il sostegno dei servizi americani e così com'è, deve essere monitorato dai servizi segreti. Ma questo non significa che sia stato avvelenato", ha detto il capo del Cremlino senza mai nominare Navalny, durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno,. "Se avessimo voluto, il lavoro sarebbe stato completato", ha sbottato. 

L'ira contro l'inchiesta giornalistica

Putin ha alluso a Navalny soltanto indicando il luogo del ricovero in ospedale dopo il sospetto avvelenamento. Poi si è soffermato su una recente inchiesta di diversi media, tra cui Bellingcat, Cnn e Der Spiegel, che indica una regia dell'Fsb, gli eredi dei servizi segreti del Kgb di cui Putin era un tempo il leader, dietro il tentato omicidio. "Questa non è un'inchiesta, ma la legittimazione del contenuto (preparato) dai servizi segreti americani", ha detto il presidente russo.