Il parere degli esperti sul Green pass 2G

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Bassetti-Pregliasco
Bassetti-Pregliasco

L’ipotesi del Green pass 2G, come quello adottato in Austria e Germania, è sempre più forte. Ecco cosa pensando gli esperti di questa eventualità.

Green pass 2G in Italia: il commento di Antonella Viola

L’Italia sta pensando seriamente al Green pass 2G, già scelto in Austria e in Germania. Due certificati diversi, uno per chi ha fatto il vaccino e l’altro per chi non è vaccinato, con regole ovviamente molto diverse. Antonella Viola, immunologa e professoressa di Patologia Generale all’Università di Padova, ha spiegato a Sky TG24, che questa potrebbe essere la strada giusta. “In questo momento il problema principale, anche a livello di pressione ospedaliera, è dato dalle persone non vaccinate, che sono quelle che mettono, appunto, sotto stress il sistema ma soprattutto che rischiano per la propria salute. Una restrizione del green pass per le persone non vaccinate sarebbe l’ideale in questo momento: per esempio, permettere l’accesso ai luoghi di divertimento, dunque cinema, teatri, ristoranti, eventi in generale dove ci sono molte persone, non a chiunque abbia il green pass, ma solo a vaccinati o guariti sarebbe la strada da seguire” ha dichiarato la donna, sottolineando di consentire ai non vaccinati di continuare a lavorare con il tampone, ma impedendo loro la parte dedicata allo svago. “L’idea di avere due tipi di green pass: uno per i vaccinati, che possa essere valido con le regole che abbiamo adesso, e uno, invece, per le persone non vaccinate, quindi il tampone che serva per andare a lavorare ma non per andare nei ristoranti, nei bar, al cinema, in palestra. In tutti questi luoghi dovrebbe, in questo momento, esserci una maggiore restrizione permettendo l’accesso solo a chi è vaccinato” ha aggiunto.

Green pass 2G in Italia: il parere di Matteo Bassetti

Matteo Bassetti, primario del reparto malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, ha chiesto un Green pass più restrittivo per quanto riguarda le attività ludico-ricreative, che verrebbero vietate ai non vaccinati. “Potrebbe essere lo strumento giusto da una parte per rendere queste attività più sicure e dall’altra per incentivare ancora le vaccinazioni, sulle prime dosi, tra i 40-50 anni” ha dichiarato, sottolineando che questo potrebbe essere il modo giusto per convincere le persone che hanno ancora dei timori a vaccinarsi.Se fosse introdotta questa misura ci sarebbe in poche settimane un incremento di 1 milione di immunizzazioni, vorrebbe dire tantissimo, anche raggiungere il 90% dei vaccinati” ha spiegato, all’Adnkronos Salute. “La politica mi pare più interessata ad altre cose che ad inasprire le misure, invece sarebbe proprio questo il momento di farlo. Siamo a metà novembre e sarebbe lo strumento per non fermarci più” ha sottolineato il medico.

Green pass 2G in Italia: le parole di Fabrizio Preglaisco

Dal punto di vista scientifico qualsiasi giro di vite è utile, non c’è un manuale e ci sono scelte politiche diverse. Il Green pass solo per vaccinati è un’opzione ma bisogna vedere poi quanto è accettabile dal punto di vista politico” ha spiegato Fabrizio Pregliasco, virologo e docente dell’Università Statale di Milano, all’Adnkronos Salute. “Certo dal punto di vista tecnico aiuterebbe” ha aggiunto il medico, che però non è d’accordo con il lockdown per i non vaccinati. “Come si fa? Diventa anche impraticabile e non facile da controllare” ha spiegato.

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