Il Parlamento pressa il governo: 'Zaki diventi cittadino italiano'

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AGI - Tre mesi dopo il Senato, anche la Camera approva la mozione per chiedere il conferimento della cittadinanza italiana a Patrick Zaki, lo studente dell'Università di Bologna, detenuto in Egitto da febbraio 2020 con l'accusa di attentato alla sicurezza nazionale. La vicenda del giovane attivista per i diritti umani ha mobilitato l'opinione pubblica internazionale.
 

Ad approvare il testo a Montecitorio una maggioranza ampia ma non unanime, Fratelli d'Italia infatti si è astenuta "nella convinzione che un'ingerenza del Parlamento italiano non aiuterà la situazione". Con la deputata Wanda Ferro che ha sostenuto: "Non servono forzature politiche ma diplomazia". Mentre la Lega, pur votando a favore, ha sottolineato i suoi dubbi sul fatto che il documento possa essere "percepito come una ingerenza nella sovranità nazionale egiziana".

 Nello specifico la mozione impegna il Governo: "ad avviare tempestivamente le necessarie verifiche al fine di conferire a Patrick George Zaki la cittadinanza italiana; a continuare a monitorare, con la presenza in aula della rappresentanza diplomatica italiana al Cairo, lo svolgimento delle udienze processuali a carico di Zaki e le sue condizioni di detenzione". E poi a sostenere, "nei rapporti bilaterali con l'Egitto e in tutti i consessi europei ed internazionali, l'immediato rilascio di Patrick Zaki e di tutti i prigionieri di coscienza: difensori dei diritti umani, giornalisti, avvocati e attivisti politici finiti in carcere solo per aver esercitato in modo pacifico i loro diritti fondamentali". 

Finora l'esecutivo non si è espresso ufficialmente sulla possibilità di concedere la cittadinanza allo studente detenuto in Egitto. Dopo il voto al Senato, il premier Mario Draghi aveva spiegato che: "È un'iniziativa parlamentare, il governo non è coinvolto al momento". Mentre ieri in Aula il sottosegretario agli Esteri, Manlio di Stefano, del M5s, ha ricordato: "La nostra volontà e necessità è che la vicenda si risolva in modo positivo, l'azione di monitoraggio e di pressione diplomatica continuerà, l'obiettivo è ottenere la liberazione di Zaki". 

Subito dopo l'approvazione del testo a Montecitorio, il segretario Pd Enrico Letta ha ribadito: "Ora che il Parlamento nella sua completezza e si è pronunciato sta al Governo a fare la sua parte". Quindi Maria Elena Boschi per Italia Viva ha aggiunto: "Impegniamo il governo italiano in questa battaglia per la libertà di Patrick". Mentre Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana ha chiosato: "Immagino che Draghi ricordando le sue parole liquidatorie di qualche settimana fa, adesso debba farsene una ragione. Rispetti il pronunciamento del Parlamento e dia attuazione alla richiesta".

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