Il Parlamento Ue applaude Carola: l'ira di Salvini

Carola Rackete (REUTERS/Albert Gea)

Si è tenuta presso la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (Libe) del Parlamento europeo l'audizione di Carola Rackete. La capitana ha spiegato la decisione di entrare nel porto di Lampedusa con la Seawatch3: "Dopo 17 giorni in mare senza ricevere risposta - ha detto la comandante - non fu una provocazione come molti hanno detto. Ma un'esigenza".

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"Ritenevo che non fosse più sicuro restare in mare e temevo per quanto poteva accadere", ha detto la Rackete sottolineando di essere stata ignorata dalle istituzioni: "Dove eravate quando abbiamo chiesto aiuto?" L'unica risposta che ho avuto allora è stata da Tripoli, dove non potevo andare. In Europa, la culla dei diritti, nessun governo voleva 53 migranti. E' stata una vergogna. Le istituzioni mi hanno attaccata. Sono stata lasciata sola. I governi hanno eretto muri, come se sulla nave ci fosse la peste".

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"Provo tristezza in questo anniversario in cui si ricorda la perdita di oltre 300 vite umane nel Mediterraneo centrale, - ha aggiunto la capitana - perché l'Unione europea ricorre sempre più all'esternalizzazione dei salvataggi con deleghe a Paesi in guerra come la Libia, violando le leggi internazionali".

"Il nostro caso come quello di altre ong sottolinea la necessità di affrontare la situazione dei salvataggi in mare a livello europeo, che non può essere lasciata a negoziati ad hoc". E anche "un meccanismo di ricollocamenti temporaneo, focalizzato sui rimpatri piuttosto che sull'accoglienza non è una soluzione realistica", ha affermato la Rackete nell'audizione al Pe. "La riforma del regolamento di Dublino è attesa da tempo, ma la soluzione è la creazione di canali legali verso l'Europa".

La comandante della Sea Watch ha detto di non essere preoccupata per due inchieste penali che la coinvolgono in Italia: "Le mie azioni sono giustificate dalla legge e dalla moralità, e come difensore dei diritti umani. Quello che mi preoccupa è che da allora la Seawatch3 è sotto sequestro in porto" e non puo' salvare vite umane.

Al termine del suo intervento all'Europarlamento la comandante è stata salutata da una standing ovation, con molti eurodeputati che si sono alzati in piedi.

Un'esternazione di apprezzamento che ha provocato la durissima la risposta di Matteo Salvini: "Non mi sognerei mai di applaudire una comandante che, dopo aver aspettato deliberatamente 15 giorni al largo di Lampedusa per scaricare a tutti i costi degli immigrati in Italia, ha addirittura speronato una motovedetta della Guardia di Finanza mettendo a rischio la vita delle donne e degli uomini in divisa". "Provo pena, imbarazzo e vergogna - ha commentato il leader leghista - per chi ha applaudito Carola Rackete a Bruxelles. L'omaggio alla comandante della SeaWatch3 è un'offesa all'Italia. E nessuno ha ancora smentito la notizia dei tre presunti torturatori di immigrati caricati da Carola e scaricati nel nostro Paese, cioè in quell'Europa dove qualcuno batte le mani alle ong".

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