Il parroco commenta il nuovo Dpcm di Conte

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Tra i luoghi che resteranno aperti, secondo il nuovo Dpcm firmato da Giuseppe Conte, ci sono le chiese. Sono state già molte le proteste di alcuni cittadini contro questa decisione, dopo che hanno dovuto chiudere -di nuovo- le loro attività, ritenute dal governo non essenziali. Ma non tutti la pensano così.

Dpmc, il parroco: “Per Dio movida e palestra non essenziali”

“Dio, attraverso cose concrete ci sta riportando ad una gerarchia di valori e in fondo ci dice che andare in palestra o fare la movida è meno importante“. Padre Ottavio De Bertolis, della Chiesa del Gesù di Roma, ha commentato così le misure prese dal presidente del consiglio nel nuovo Dpcm. “Il Signore ci riporta all’essenziale e, non per fare un èndorsement al governo che sta decidendo in queste ore, ma vedete in fondo in questo modo è come un ritorno all’essenziale in un tempo in cui ognuno, stretto al proprio albero, si ricorda che ci sono tanti alberi, cioè la carità verso il prossimo, e che il mondo non è abitabile solo avendo te stesso come principio e fine di tutte le cose” sono le parole del parroco, pronunciate durante l’omelia della messa mattutina.

L’omelia di Don Ottavio

Nell’omelia, il parroco ha cercato di convincere i cittadini a rispettare le regole per cercare di fermare la pandemia come atto di fede verso il Signore. “Ora il Signore, anche attraverso cose molto concrete, ci sta dicendo che è più importante studiare e andare in palestra, per quanto anche io sia un palestrato, è meno importante. Andare a fare la movida è in realtà meno importante. Mi sembra che il Signore ci stia insegnando una gerarchia di valori che avevamo dimenticato“. L’omelia di Don Ottavio prosegue poi con un riferimento alla musica. “Ci dimentichiamo del Signore come di fatto che ne siamo dimenticati da almeno cinquant’anni. Non voglio essere incluso in quell’elenco di ecclesiastici, che pure esistono, che sono fustigatori del tempi moderni. Ma guardate… dai Beatles in poi, Imagine è un mondo senza Dio in cui ognuno vive per sè in realtà”.