Il Partito Democratico penserà alle riaperture una volta vaccinati gli ultrasessantenni

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per il PD si potrà riaprire dopo aver vaccinato i sessantenni
per il PD si potrà riaprire dopo aver vaccinato i sessantenni

Si torna a parlare di riaperture in casa PD. In una recentissima intervista, l’ex Ministro delle Autonomie regionali, Francesco Boccia, ha rivelato importanti dettagli in merito alle future posizioni che il Partito Democratico intende prendere in materie di restrizioni e riaperture, ponendo una certa enfasi sulla vaccinazione degli over 60.

Boccia (PD): riaperture dopo aver vaccinato over 60

Le dichiarazione dell’onorevole Boccia non lasciano spazio alla fraintendibilità: “…si è deciso che si potrà riaprire nel momento in cui saranno vaccinati tutti gli over 60”.

Appare dunque chiaro che il primo obbiettivo da raggiungere sia la completa vaccinazione di tutta la popolazione ultrasessantenne, e solo dopo aver piantato questa bandiera si potrà procedere con le modifiche alle restrizioni anti-covid.

Modifiche che, sempre stando alle parole di Boccia, riguardano tutti i settori dell’economia attualmente messa in ginocchio dalla pandemia: “ristoranti, palestre, teatri, senza più limiti di orario né coprifuoco”. Ovviamente l’ex ministro ci ha tenuto a sottolineare come determinate forme precauzionali dovranno continuare ad esistere (mascherina, distanziamento sociale etc.) per ancora diverso tempo, ma l’obbiettivo sarà quello di poter tornare ad usufruire di tutti i servizi finora inagibili, senza dover di nuovo affrontare altre chiusure.

Confermata l’autonomia regionale in merito alle restrizioni: una volta finalizzata la vaccinazione degli over 60, ogni regione potrà riaprire in autonomia, sotto la costante supervisione del governo, il quale valuterà le azioni intraprese dalle singole amministrazioni regionali.

Per quello che invece riguarda i tempi di vaccinazione, Boccia anticipa di un mese le previsioni del collega Speranza (giugno 2021), rimandando a maggio le prime valutazioni per la futura riapertura.

Incalzato sulla lentezza del piano vaccinale, il politico dem ammette: “Il Generale Figliuolo sta facendo un buon lavoro, ma forse va riaggiornato il modello organizzativo. Le attuali 315.000 vaccinazioni giornaliere indicate dal Generale sono un dato che dovrà essere migliorato. Bisogna arrivare a 600.000 dosi al giorno, al più presto”.

Alle accuse sulla poca incisività attribuita al piano vaccinale del governo Conte, il piddino risponde attribuendo la “colpa” alle diverse interpretazioni delle direttive da parte delle singole regioni.

In conclusione: il piano per le future riaperture è stato settato, ma la sua partenza è vincolata alla totale vaccinazione della popolazione over60. Da quel momento in poi, saranno le regioni a prendere parzialmente il comando in merito a riaperture e restrizioni.

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