Il Partito Gay di Milano: "Montanelli andava con le 12enni, dedichiamo alla Carrà il suo parco"

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- (Photo: getty - ansa)
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Il Partito Gay ha chiesto che “il parco attualmente dedicato a Indro Montanelli in Porta Venezia venga intitolato a un’icona d’inclusività, rispetto e libertà conosciuta in tutto il mondo: Raffaella Carrà”. “Nel cuore della zona arcobaleno di Milano - ha spiegato Festa, candidato sindaco per Milano del Partito Gay per i diritti LGBT+ Solidale, Ambientalista, Liberale - è necessario un simbolo riconoscibile per la comunità LGBT+ e che rappresenti un messaggio chiaro del Comune per veicolare ideali e principi che dice di sposare, ma, per ora, solo a parole”.

“Ma questo non è l’unico motivo della richiesta - ha aggiunto -. Già nel 2019, erano nate numerose e aspre polemiche circa la statua di Indro Montanelli, sita proprio nel parco di Porta Venezia, e ne era stata proposta la rimozione da associazioni femministe e LGBT+. Com’è risaputo, lo storico giornalista italiano ha dichiarato apertamente di aver acquistato e avuto rapporti sessuali con una bambina eritrea di 12 anni durante il periodo colonialista fascista e non ha mai rinnegato la legittimità del suo comportamento, anzi, lo ha sempre giustificato. Il valore di Montanelli come giornalista sarà pure indiscusso, ma i suoi valori morali non possono e non devono essere taciuti e, anzi, premiati con riconoscimenti pubblici”.

Non è la prima volta che la statua di Indro Montanelli, installata nel parco di Porta Venezia, è al centro di polemiche. Nel giugno 2020, venne imbrattata con della vernice rossa e vandalizzata con la scritta “razzista, stupratore” da un collettivo di studenti. Un episodio simile si è verificato lo scorso marzo, quando sulla statua del giornalista sono apparsi i simboli di falce e martello. Prima ancora, l′8 marzo 2019, il monumento era stato imbrattato con vernice rosa da alcune attiviste femministe che avevano spiegato di aver v...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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