Il passaggio da Dad a presenza dovrà avvenire in maniera graduale e non coercitiva

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La ministra Messa
La ministra Messa

Ritorno alla normalità ed università, la ministra Maria Cristina Messa traccia la rotta a metà fra ripresa e doverosa cautela. Come? Con una “riapertura completa ma garantendo flessibilità”. La titolare del dicastero con pertinenze sul mondo accademico italiano lo ha spiegato in una articolata intervista sul Quotidiano Nazionale diretto da Michele Brambilla. Per l’anno accademico a venire e dopo la fase acuta del coronavirus dunque e “laddove l’epidemia lo permetta, ci organizziamo per una riapertura completa”.

Università, Messa: “Riapertura ma con flessibilità per andare incontro agli studenti”

Un’apertura quindi “in presenza, delle Università, ma garantendo flessibilità per andare incontro anche alle esigenze degli studenti, in particolare dei fuori sede”. Il problema è presto spiegato: al di là delle cautele e delle remore di parte della popolazione verso un ritorno a tutto tondo e massivo alla normalità c’è il problema della campagna vaccinale. E si tratta di un problema da non prendere sottogamba in un paese che ha incasellato i più giovani alla fine delle azioni di profilassi contro il covid.

Università, Messa: “Riapertura ma con flessibilità”: il nodo dei vaccini ai giovani

Questo perché per ovvie questioni anagrafiche la più parte degli studenti non sarà stata ancora vaccinata completamente per la data di start dell’anno accademico 2021/2022, il che significa che gli atenei dovranno tenere una quota dad operativa sia per le lezioni che per gli esami e per le sessioni di laurea. E la ministra Messa ha poi precisato: “L’unico aspetto per cui ho chiesto agli atenei di essere attenti è quello di riportare studenti in aula senza forti coercizioni”.

Università, Messa: “Riapertura ma con flessibilità e gradualità”

Poi ha spiegato, sostenendo a spada tratta ed a ragion veduta la linea della flessibilità: “Molti atenei si sono già attrezzati per riaprire in presenza sia per le lezioni sia per gli esami. Se a ottobre dovessimo avere problemi, essere rapidi di cominciare l’alternanza tra presenza e distanza”. La parola d’ordine per gli atenei sarà dunque “gradualità, perché ci sono tanti studenti fuori sede che in questo momento non vogliono riaffittare e spendere per trasferirsi, ma che trovano tanto comoda la Dad. Vanno convinti a ritornare in sede, ma farlo dal giorno alla notte non è secondo me adeguato. Devi anche andare incontro alle esigenze degli studenti”.

Università, la ministra Messa: “Riapertura ma con flessibilità e senza angoscia”

Ripresa si dunque, ripresa “in presenza, tutti la vogliono e mano mano che passano l’ansia e l’angoscia credo ci sarà anche la ripresa spontanea. L’importante è avere flessibilità, adottare metodi attrattivi degli studenti per riportarli volontariamente in sede”. E in tema di precauzioni non si dovrà derogare da un’attenzione maniacale: “Bisognerà avere tutte le precauzioni a disposizione, anche tamponi a campione da fare ogni tanto e presidi sanitari”.

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