Il passaggio a rischio per Biden nel pantano della democrazia Usa

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(Photo: Pool via Getty Images)
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A un anno dall’inizio del mandato, con il doppio piano welfare e clima ancora in fase di stallo, il presidente Usa Joe Biden lancia una nuova – e incerta - fase della sua presidenza: quella dedicata alla riforma contro l’ostruzionismo, indispensabile per far passare in Senato la legislazione per la tutela dei diritti di voto. In un discorso questa sera ad Atlanta, il presidente esprimerà il proprio sostegno a una modifica delle regole del Senato riguardo al filibustering, meccanismo che permette al partito di minoranza di bloccare le decisioni della maggioranza semplicemente rifiutandosi di concludere il dibattito. Secondo il New York Times, Biden non si spingerà fino al punto di chiedere l’eliminazione su vasta scala dell’ostruzionismo, ma sosterrà che questo meccanismo non debba più applicarsi a questioni inerenti ai diritti costituzionali, come appunto il diritto di voto.

La visita in Georgia, Stato simbolo della battaglia per la tutela del diritto di voto, è presentata dalla Casa Bianca come una svolta che mette al centro dell’agenda presidenziale la questione delle questioni per il futuro della democrazia americana. Gli Stati Uniti saranno in grado di “scegliere la democrazia al posto dell’autocrazia, la luce al posto dell’ombra, la giustizia al posto dell’ingiustizia?”, dirà Biden, secondo le anticipazioni della stampa Usa. Ma gli esiti di questo sforzo sono quanto mai incerti, sia per le perplessità di alcuni senatori centristi, sia per le critiche che arrivano da sinistra, con diversi esponenti della lotta per i diritti di voto che accusano il presidente di essersi mosso tardi e male.

I luoghi scelti per tentare lo scatto sono altamente simbolici. Biden e la sua vice Kamala Harris renderanno omaggio alle storiche battaglie per i diritti civili degli afroamericani, visitando la chiesa battista di Ebenezer e deponendo una corona di fiori nella cripta del reverendo Martin Luther King e di sua moglie Coretta Scott King. Il discorso si terrà presso l’Atlanta University Center Consortium, un consorzio di quattro college e università punto di riferimento della comunità afroamericana.

I difensori dei diritti di voto in Georgia e a livello nazionale sono sempre più preoccupati per ciò che potrebbe accadere nel 2022 - e oltre - a seguito dell’emanazione di leggi promosse dai repubblicani che riducono, ad esempio, lo spazio del voto per corrispondenza. Sono almeno una ventina gli Stati a guida repubblicana dove sono state approvate leggi che rendono più difficile la registrazione e il voto, e altri si stanno muovendo in tal senso. Secondo i critici, le iniziative rispondono a un disegno più ampio del Gop per limitare l’accesso al voto da parte delle comunità più svantaggiate, a cominciare dalle minoranze etniche.

Sono due i progetti di legge con cui i legislatori democratici puntano a tutelare i diritti di voto. Il primo è il Freedom to Vote Act che prevede diverse misure, tra cui la registrazione automatica degli elettori, la protezione e l’espansione del voto per posta e altri passaggi per modernizzare il processo elettorale e “proteggere il diritto a elezioni libere ed eque per tutti”. Secondo i promotori, si tratta di un passo necessario per “garantire che ogni americano possa far sentire la propria voce alle elezioni, in particolare gli elettori neri, giovani e con disabilità, che sono colpiti in modo sproporzionato dalle leggi” restrittive volute dai repubblicani. L’altro disegno di legge è il John Lewis Voting Rights Advancement Act, che ripristinerebbe alcune misure cruciali contro la discriminazione del Voting Rights Act che sono state eliminate dalla Corte Suprema nel 2013.

Il punto è che l’approvazione in Senato di entrambe le leggi è impossibile senza una modifica del filibustering. Le regole attuali richiedono 60 voti al Senato per superare l’ostruzionismo, ben più dei 51 che hanno i democratici alla Camera alta (compreso quello della vicepresidente Harris). I repubblicani si sono infatti opposti all’unanimità alle misure sui diritti di voto. Ma la strada per modificare le regole del Senato – e limitare così gli effetti del filibustering - è tutt’altro che scontata: perché richiederebbe il sostegno compatto di tutti e 50 i senatori dem, e alcuni – come Joe Manchin III (West Virginia) e Kyrsten Sinema (Arizona) - hanno espresso una forte opposizione pubblica al cambiamento delle norme.

La scorsa settimana il senatore Chuck Schumer, democratico di New York e leader della maggioranza, ha dichiarato che i repubblicani potrebbero avere fino a lunedì 17 gennaio - Martin Luther King Jr. Day - per abbandonare la loro opposizione al dibattito e alle votazioni sulla questione, o affrontare la prospettiva di rivedere le regole sull’ostruzionismo. La risposta del senatore Mitch McConnell, repubblicano del Kentucky, è stata furente: “Dato che il senatore Schumer è determinato a cercare di rompere il Senato, i repubblicani mostreranno come questa azione sconsiderata avrebbe conseguenze immediate”, ha affermato in un comunicato lunedì.

Per Biden, si tratta di un passaggio allo stesso tempo rischioso e obbligato. Rischioso per le elevate possibilità di fallimento a causa di defezioni nel suo stesso partito; obbligato perché già oggi è alta l’insoddisfazione tra quei gruppi e quelle comunità che nel novembre 2020 furono determinanti per la sua vittoria. Diversi gruppi impegnati per la tutela dei diritti di voto hanno scelto di non partecipare oggi all’evento di Atlanta, accusando il presidente di aver agito troppo tardi e timidamente su una questione cruciale per la democrazia americana.

Emblematica, in questo senso, è l’assenza di Stacey Abrams, candidata democratica a governatrice della Georgia e fondatrice di Fair Fight Action, con cui si batte per promuovere elezioni corrette, istruire gli elettori sui loro diritti ed evitare cancellazioni indebite dei cittadini dalle liste degli elettori. Il suo staff ha fatto sapere che non potrà esserci per motivi d’agenda, ma molti commentatori fanno notare come sia difficile immaginare impegni più importanti di un discorso presidenziale sul tema che le sta più a cuore. Su Twitter non ha mancato di far sentire la sua voce, prendendo in prestito le parole di Martin Luther King: “La lotta per il diritto di voto richiede tenacia. Come ha esortato MLK, ‘l’orologio del destino sta ticchettando. Dobbiamo agire ora prima che sia troppo tardi’. Grazie, presidente, per aver rifiutato di cedere fino a quando il lavoro sarà completato. Bentornato in Georgia, dove facciamo il bene”.

Dal palco dell’Atlanta University, il presidente lancerà la sua promessa agli elettori neri della Georgia. “Difenderò il vostro diritto di voto e la nostra democrazia contro tutti i nemici, stranieri e interni”. La questione aperta è che strada prenderà il Senato, dove la flebile maggioranza democratica rischia già di vacillare.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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