Il passo di lato di Appendino apre la strada alle alleanze con il Pd

Gabriella Cerami
·Politics reporter, L'Huffington post
·3 minuto per la lettura
FILE - In this Thursday, June 29, 2017 file photo, Turin's Mayor Chiara Appendino speaks to guests at the Italian embassy in London. Turin’s mayor from the populist 5-Star Movement says she has been put under investigation in connection with the city’s budget. But Mayor Chiara Appendino told reporters Tuesday, Oct. 17, 2017 night that she cleared up the matter in a three-hour-long ‘’chat’’ with prosecutors in that northern city’s courthouse. (AP Photo/Frank Augstein, File) (Photo: ASSOCIATED PRESS)
FILE - In this Thursday, June 29, 2017 file photo, Turin's Mayor Chiara Appendino speaks to guests at the Italian embassy in London. Turin’s mayor from the populist 5-Star Movement says she has been put under investigation in connection with the city’s budget. But Mayor Chiara Appendino told reporters Tuesday, Oct. 17, 2017 night that she cleared up the matter in a three-hour-long ‘’chat’’ with prosecutors in that northern city’s courthouse. (AP Photo/Frank Augstein, File) (Photo: ASSOCIATED PRESS)

Chiara Appendino fa un “passo di lato” e apre la strada alle alleanze. Le trattative tra Movimento 5 Stelle e Pd in vista delle amministrative del 2021 nelle grandi città sono in corso già da qualche settimana. E anche piuttosto incagliate. La mossa del sindaco di Torino che oggi, con largo anticipo, ha annunciato che non si ricandiderà, essendo stata condannata a sei mesi per falso in atto pubblico, ha come obiettivo quello di sgombrare la strada affinché si possa iniziare a comporre questo complicato puzzle che vede come protagoniste cinque città in particolare.

Oltre Torino ci sono Milano, Bologna, Napoli e Roma. Nella Capitale Virginia Raggi non ha intenzione di compiere un passo indietro, sostenuta da Alessandro Di Battista. Qui il Movimento è spaccato, c’è chi vorrebbe un patto con i dem ma stando ai toni dell’attuale primo cittadino appare in salita. Torino quindi potrebbe essere, per i grillini, la città da offrire, insieme a Milano e Bologna. Per avere in cambio il candidato sindaco di Napoli, città di Roberto Fico.

Il più grande sponsor dell’alleanza con il Pd è senza dubbio Beppe Grillo, che ha ringraziato il sindaco Appendino per il passo di lato, che lei ha compiuto dove aver sentito il Garante, Davide Casaleggio, l’attuale reggente Vito Crimi e Luigi Di Maio. Con quest’ultimo i rapporti sono sempre stati stretti, tanto è vero che più volte l’ex capo politico non ha nascosto il desiderio di vedere il primo cittadino di Torino alla guida del Movimento. Tanto che oggi ribadisce che “è una risorsa per il Movimento” e di avere fiducia in lei.

Servirebbe tuttavia una deroga per l’ingresso di Chiara Appendino nella struttura collegiale che verrà fuori dagli Stati generali del 7-8 novembre. Attualmente la sindaca è autosospesa a causa della condanna a sei mesi per falso in atto pubblico. Da regolamento non può ricoprire alcuna carica, neanche quella di sindaco, ma da M5s non le è stato chiesto di dimettersi, piuttosto lei si è autosospesa dal Movimento.

Sebbene Appendino ricorrerà in appello, “le tempistiche per arrivare a sentenza – come ha spiegato - vanno oltre la scadenza elettorale del 2021”, e quindi “la condanna, anche se di lieve entità e per i motivi che conoscete, resta tale. E in politica, prima di ogni cosa, bisogna essere coerenti con i propri principi. E io continuerò ad esserlo, rispettando le regole con cui mi sono candidata nel 2016”. In teoria non potrebbe neanche ricoprire incarichi all’interno del Movimento, a meno che non venga votata una deroga.

La diretta interessata non si sbilancia. È difficile non pensare che in ‘quel lato’ in cui andrà ci potrebbe essere un qualche altro posto per lei in seno al Movimento 5 stelle. Lei, per ora, non vuole sentirne parlare: “Mi era stato chiesto di fare il ministro e avevo rinunciato per coerenza con il mio percorso. Non è che ogni volta che si dichiara un passo di lato significa che si fa per un’altra poltrona. I prossimi 8 mesi saranno impiegati sulla città per chiudere quello che abbiamo iniziato. Si fa politica finché si è coerenti con se stessi. Continuerò a fare politica, ma il passo di lato non significa che ci debba essere qualcosa lontano dalla mia città”.

Di certo tutto il Movimento è dalla sua parte, viene definita “un esempio”. I senatori piemontesi pentastellati Alberto Airola, Susy Matrisciano e Elisa Pirro ne elogiano il “lavoro eccezionale”, insieme alla coerenza e alla trasparenza. E poi c’è Vito Crimi, che la definisce una “preziosa, insostituibile, risorsa”. Magari destinata a qualcosa di diverso rispetto alla carica di sindaca di Torino. In fondo ha in serbo un altro mandato e nel 2023, quando si tornerà al voto, il processo sarà certamente terminato.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.