Il patto elettorale di coalizione con Berlusconi e Salvini e il ruolo della leader di FdI

Giorgia Meloni con Matteo Salvini e Silvio Berlusconi a Montecitorio
Giorgia Meloni con Matteo Salvini e Silvio Berlusconi a Montecitorio

Giorgia Meloni lo ha detto ai suoi dopo il summit a Montecitorio che di fatto le ha consegnato le (potenziali) chiavi di Palazzo Chigi: “Sui collegi siamo stati generosi”. Il patto elettorale di coalizione con Silvio Berlusconi e Matteo Salvini ha portato in ogni suo step il peso ed il ruolo della leader di FdI, che proprio perché è andata a meta in maniera tonda ha ammesso che sui collegi il suo partito è stato di manica larga.

Meloni: “Sui collegi siamo stati generosi”

Il Corriere della Sera ha operato una bella ricostruzione del summit del centrodestra. Innanzitutto a contare un preambolo importante: che cioè non era affatto scontato, visti i precedenti delle ore immediatamente prima, che soprattutto Berlusconi digerisse una premiership di destra “pura” in un crogiolo che ha ancora paturnie di centrismo da Ppe. Ma la Meloni all’appuntamento ci è arrivata con sondaggi quasi bulgari e idee chiarissime dopo i voti raccolti alle amministrative di maggio. Insomma, le regole su premiership e divisione collegi andavano rispettate e poco cale che in quel momento le regole da rispettare coincidessero perfettamente con i desiderata della Meloni, quella è stata una convergenza, non una strategia. Meloni lo ha sottolineato infida ed ha ridacchiato sotto i baffi che non ha.

Le regole di Giorgia e le regole del gioco

La leader di FdI perciò ha chiesto ed ottenuto “il rispetto delle regole. Che non si cambiano se chi può vincere, stavolta, siamo noi. Perché noi le abbiamo sempre rispettate”. E il cardine era noto: “Come sempre è stato, chi prende un voto in più deve esprimere il premier, altrimenti è inutile stare assieme al governo”. E dopo aver temuto ma solo per pochi secondo che il Cav, non nuovo a conigli a sonagli tirati fuori dal cilindro last minute, le opponesse soluzioni alternative, la Meloni ha incassato il risultato pieno calando l’asso preventivo dei collegi: “Bene, allora cominciamo a parlare di collegi, ecco qui i nostri numeri”. E sulla forza di quei numeri “non chiediamo, abbiamo, perché ce la danno gli elettori”.

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