Il paziente uno di Codogno era indagato, ora fascicolo archiviato

·1 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Milano, 28 ott. (askanews) - E' rimasto sotto indagine per oltre un anno e mezzo, ma il fascicolo che lo vedeva indagato per epidemia colposa è finito in archivio. E' successo a Mattia Maestri, il cosiddetto paziente uno di Codogno, il primo italiano a cui venne diagnosticato il Covid.

L'indagine della procura di Lodi, secondo quanto apprende askanews, era scattata dopo il ricovero del 39enne all'ospedale della cittadina della Bassa Lodigiana. Secondo l'accusa formulata dai magistrati di Lodi, il paziente uno avrebbe omesso di riferire al personale sanitario informazioni rilevanti relative al contagio. Ma dagli accertamenti investigativi condotti dai pm non sono emersi profili penalmente rilevanti a carico del 39enne di Codogno. Da qui la richiesta di archiviazione accolta oggi dal gip.

"Siamo molto soddisfatti, l'indagine ha rappresentato una notevole fonte di disagio per Mattia. L'archiviazione del fascicolo è per lui una grande liberazione da un peso enorme che lo ha coinvolto direttamente insieme a tutta la sua famiglia", riferisce ad askanews il suo difensore, l'avvocato Angela Maria Odescalchi. Tra gli altri atti di indagine era finita anche una consulenza di parte della difesa, firmata dal virologo dell'ospedale San Matteo di Pavia, Raffaele Bruno, secondo cui a febbraio 2020 il Covid circolava già da parecchio tempo e perciò il paziente uno non ha nessuna responsabilità sulla diffusione del contagio.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli