Zingaretti detta le condizioni per il dialogo con il M5s

Mauro Bazzucchi

Questo pomeriggio, alle 16, Mattarella avvierà le consultazioni dopo le dimissioni di Giuseppe Conte. Il primo incontro sarà con il presidente emerito Giorgio Napolitano, a cui seguiranno quelli con i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Elisabetta Casellati. Giovedì toccherà invece ai partiti: prima il Pd, poi a seguire Lega e M5s. Infine le sigle minori. Tutto in due giorni.

Intanto, messa la parola fine sul governo gialloverde, la direzione del Pd ha dato mandato al segretario di trattare con il M5S. E Nicola Zingaretti fissa i punti che dovranno costituire la base della trattativa, in un documento approvato all'unanimità.

Il Pd "intende concentrare la propria iniziativa per l'avvio di una fase politica nuova e la verifica di un'altra possibile maggioranza parlamentare in questa legislatura". 

  1. L'impegno e l'appartenenza leale all'Ue per una Europa profondamente rinnovata, un'Europa dei diritti, delle libertà, della solidarietà e sostenibilità ambientale e sociale, del rispetto della dignità umana in ogni sua espressione.
  2. Il pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa incarnata dai valori e dalle regole scolpite nella Carta Costituzionale a partire dalla centralità del Parlamento. 
  3. L'investimento su una diversa stagione della crescita fondata sulla sostenibilità ambientale e su un nuovo modello di sviluppo.
  4. Una svolta profonda nell'organizzazione e gestione dei flussi migratori fondata su principi di solidarietà, legalità sicurezza, nel primato assoluto dei diritti umani, nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali e in una stretta corresponsabilità con le istituzioni e i governi europei.
  5. Una svolta delle ricette economiche e sociali a segnare da subito un governo di rinnovamento in una chiave redistributiva e di attenzione all'equità sociale, territoriale, generazionale e di genere.

"In tale logica affrontare le priorità sul fronte lavoro, salute, istruzione, ambiente, giustizia. Evitare l'inasprimento della pressione fiscale a partire dalla necessità di bloccare con la prossima legge di bilancio il previsto aumento dell'Iva". 

12.34 "Sento su di me tutto il peso e la complessità della sfida e guiderò questo processo complesso, nel totale disinteresse personale, nella massima trasparenza, senza secondi fini. Lo farò e c'è una storia di una vita a dimostrare che lo farò. Non alimenterò sospetti ma non accetterò che si alimentino sospetti sul mio operato, perché questo si' sarebbe davvero la fine di tutto". Così Zingaretti al termine della Direzione.

12.19 "La Direzione Pd all'unanimità sceglie la via della Responsabilità di fronte al Paese. Ora @nzingaretti ha la forza di un partito unito con cui può iniziare un dialogo limpido e chiaro coi 5s per cercare di dare vita a un governo di svolta". Questo il commento di Dario Franceschini su Twitter.

12.11 "Il Governo ha terminato il suo percorso tra insulti e urla e con un tardivo racconto da parte del Presidente Conte dell'irresponsabilità istituzionale del principale protagonista del suo Esecutivo". Così Zingaretti nei momenti conclusivi della Direzione Pd.

12.00: La Direzione nazionale del Partito democratico ha approvato per acclamazione all'unanimità l'ordine del giorno che riassume di fatto la linea e la relazione del segretario: sì ad un governo con una base larga e "no ad accordicchi". "Un segnale chiaro, forte e importante per una svolta in questa #legislatura. Lo rende noto Emanuele Fiano, componente della Direzione". Il testo integrale. 

11.54 "Non ho mai demonizzato M5s. Anzi, al contrario sono stato oggetto di critiche a volte feroci perché ho tentato di sviluppare un'analisi attenta su questo movimento, ma non posso ignorare differenze enormi, che riguardano principi, un'idea di Europa di democrazia. Non facciamo finta che questa differenza siano scomparse, Dobbiamo lavorare sui contenuti e sul merito". A dirlo il segretario democratico durante la Direzione del Pd.

11.51 "Non credo affatto che la soluzione possa essere quella di un governo di transizione, che porti al voto. È un'ipotesi non solo rischiosa per i Democratici ma un danno l'Italia. Ora tocca a noi muoverci e provare a indicare una strada" dice ancora Zingaretti.

11.41 L'apertura del segretario dem: "Di fronte alla situazione drammatica del Paese, abbiamo il dovere come forza democratica di dare disponibilità e verificare se esiste la possibilità di dare vita a una maggioranza parlamentare nuova, forte, di discontinuità e di larga base parlamentare che convinca le persone delle nostre ragioni. La nostra proposta deve essere chiara, lineare trasparente per evitare a tutti coloro che tenteranno questo esperimento l'accusa di trasformismo. No a una confusa ammucchiata". 

11.33 "Per noi la legge di bilancio è il punto di partenza di ogni confronto". Così Nicola Zingaretti durante le prime battute della Direzione del Pd, in corso in questo momento.

11.29 "Il nostro avversario è Salvini. L'alleato italiano di Orban e della Le Pen che in queste ore ha dimostrato tutta la sua arroganza e sete di potere". Lo ha dichiarato il segretario nazionale di Articolo Uno, Roberto Speranza, intervenendo ad Agorà Estate. "Siamo per verificare - ha aggiunto - con coraggio se ci sono le condizioni per un governo di svolta, con tutto il centrosinistra e i 5 stelle. Sarebbe stata la scelta migliore già nel 2013 e nel 2018". "Rivendichiamo la nostra coerenza. I temi fondamentali su cui provare a costruire un'intesa sono la questione sociale e quella ambientale. Ho profondo rispetto per la discussione in corso nel Pd. Quel che è certo è che Zingaretti è il nostro interlocutore", ha sottolineato il leader di Articolo Uno.

09.31 Prima dell'avvio della Direzione Pd, Renzi è intervenuto a Radio Anch'io: "Un veto ce l'ho ed è su Matteo Renzi, nel senso che se c'è una persona che in questo governo non ci deve entrare sono io, ma non perché voglio prenderne le distanze ma perché questa operazione che insieme ad altri abbiamo lanciato, è credibile se viene accompagnata dal fatto di rinunciare a ogni tipo di incarico o poltrona. Dal mio punto di vista non c'è alcuna disponibilità del sottoscritto a far parte di questo governo".