Il Pd dice no alla proposta di Di Maio: cosa sospetta Zingaretti

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Il 23 agosto Luigi Di Maio ha fatto una proposta a Nicola Zingaretti: in cambio della conferma di Conte a Palazzo Chigi, il posto di commissario UE a Paolo Gentiloni. La risposta del Partito Democratico non ha tardato ad arrivare: si tratta di un no forte e chiaro. Infatti Zingaretti, che aveva dato come condizione per la formazione dell’intesa di governo il cambio alla guida, nutrirebbe dei dubbi sulla genuinità di questa richiesta del leader del Movimento 5 Stelle.

La risposta del Pd

La sera del 23 agosto Di Maio e Zingaretti si sono incontrati per la prima volta per discutere sulle possibilità di un’intesa di governo. Durante il confronto, Di Maio ha avanzato una richiesta non negoziabile a Zingaretti, ovvero che un accordo di governo parta dall’assicurare la posizione di Conte a Palazzo Chigi. Infatti il suo nome mette d’accordo tutti all’interno del M5s: perciò è visto come elemento necessario. Di Maio ha accompagnato la richiesta con un’offerta: il posto italiano alla Commissione UE per Paolo Gentiloni. Il capo della comunicazione del leader Pd ha mandato via Whatsapp un messaggio che contiene la loro risposta. Si tratta di “UN NO FORTE E CHIARO AL CONTE BIS” scritto così, tutto maiuscolo. A prescindere dalle concessioni del M5s, come il posto di commissario Ue, poi smentito dall’entourage di Di Maio, o un mazzo di ministeri di peso, la loro posizione non sembra disposta a cambiare.

I sospetti di Zingaretti

Il segretario del Pd nutre dei dubbi sui potenziali alleati. Zingaretti ha notato che per la seconda volta Beppe Grillo ha agito in simmetria con Matteo Renzi, ritenuto da lui il più “pericoloso” dei membri del Pd. La prima volta Grillo aveva preso una svolta antielezioni proprio poco dopo quella dell’ex premier. Questa volta il fondatore del M5s in un post sul suo blog ha rimarcato la necessità di lasciare Conte a Palazzo Chigi, a breve distanza dall’intervista al Fatto Quotidiano in cui Renzi si mostrava favorevole al Conte bis. Per eludere i sospetti, Grillo ha inserito, quasi fuori contesto, un attacco al senatore fiorentino.