"Il Pd 癡 fallito, bisogna ripartire da zero". Intervista a Federico Pizzarotti

Pietro Salvatori
ROME, ITALY - DECEMBER 18:The Mayor of Parma Federico Pizzarotti participates in the signing with the mayors of the conventions for the implementation of projects to upgrade the suburbs, on December 18, 2017 in Rome, Italy. (Photo by Simona Granati - Corbis/Corbis via Getty Images)

"Il Pd 癡 fallito". Ne 癡 convinto Federico Pizzarotti, primo cittadino di Parma ex Movimento 5 stelle e oggi tra i principali animatori del progetto politico Italia in comune. E crede che occorra procedere a un reset globale, non rifondandolo ma partendo da un nuovo progetto. Con il quale si dice disponibile a dialogare.

Sindaco, il Partito democratico esce piuttosto stropicciato da questa tornata amministrativa.

"Come tante volte spiego parlando ai militanti di quel partito, il Pd 癡 morto, e se si rendono conto di questo non possono che averne un beneficio. Poi leggo le tante analisi dei suoi dirigenti. E Carlo Calenda, in questo caso, mi 癡 sembrato pi羅 lucido di Maurizio Martina. Bisogna cambiare tutto, anche il nome, perch矇 di persone valide ce ne sono tante, ma il progetto politico 癡 naufragato. Non capisco cosa ci sia da rifondare, come sostiene il segretario reggente. Bisogna ripartire da zero".

Da dove?
"Occorre una nuova classe dirigente, che sia adeguata allo spirito del tempo. Una classe dirigente antipopulista, che sia capace di rispondere alle foto di Matteo Salvini che ironizza sui barconi dei clandestini riportando al centro dell'agenda pubblica i temi. Serve la concretezza di un'organizzazione che non dia pi羅 quella percezione, largamente diffusa nell'opinione pubblica, di essere interessata solo alla spartizione del potere. Altrimenti si galleggia e si sopravvive. E bisogna che ridiano unit� a quell'area politica: in tanti comuni il centrosinistra ha perso perch矇 era diviso. Se sei lacerato all'interno poi all'esterno non hai pi羅 efficacia".

Qual 癡 la responsabilit� di Matteo Renzi in tutto questo?

"Sicuramente 癡 uno dei responsabili di questo fallimento. Non tanto per come ha comunicato quel che faceva, ma per come ha condotto il partito, creando divisioni, cerchi magici, un solco tra renziani e antirenziani. Una gestione spregiudicata per la quale non appena il leader ha perso quota abbiamo visto la fine che ha fatto. Anche se...

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