Il Pd 'incassa' l'intesa sulle delocalizzazioni ma dem cauti

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AGI - Un emendamento alla legge di Bilancio: è questo lo strumento normativo scelto dal governo per mettere mano al nodo delle delocalizzazioni delle aziende in Italia.

Un provvedimento fortemente cercato dal centrosinistra e accolto con soddisfazione da Pd, M5s e Leu.

Ma tra le fila del Pd e del resto del centrosinistra regna la cautela e non si nascondono i dubbi. Il Partito Democratico ha dedicato proprio oggi una sessione delle Agorà a questo tema, con il segretario Enrico Letta che sottolinea: "Siamo arrivati al dunque: secondo me è maturo, assolutamente maturo, il momento per l'Italia di fare un passo in avanti importante. Per noi intervenire su questo tema significa dare un valore al lavoro e ai territori".

Non solo: "Da Bruxelles sono arrivate scelte importanti in materia di lavoro. Dall'Europa stanno arrivando messaggi fondamentali, il contratto ai riders è fondamentale e il tema della formazione lungo tutta la vita è rivoluzionario. E' bene che anche in Italia faccia passi avanti sulle delocalizzazioni, il Pd è in campo e sostiene convintamente il lavoro del ministro Orlando".

E il ministro del lavoro, collegato da remoto con i partecipanti all'Agorà, sottolinea quanto sia importante cogliere l'occasione: "La legge di bilancio potrebbe essere l'ultimo slot utile per intervenire normativamente prima dell'elezione del Presidente della Repubblica. Nel passaggio di lunedì mi auguro ci sia spazio per fare ancora questa discussione".

Pierluigi Bersani invita ad accompagnare questo processo con una battaglia europea sul tema del lavoro: "Io suggerirei che mentre produciamo queste norme, se le produciamo, subito solleviamo il tema europeo. Non perché c'è un dumping in corso, ma per dare subito l'idea che non vogliamo una ricetta italiana, non vogliamo chiuderci. L'Italia solleva un problema che via via investirà la dimensione europea". insomma, prima di festeggiare, i dem attendono di vedere cosa accadrà in Commissione al senato e quale saranno le mosse dell'altra parte della maggioranza che sostiene il governo.

Il presidente M5s, Giuseppe Conte, esprime soddisfazione "per l'intesa raggiunta nel governo sull'emendamento alla manovra sulle delocalizzazioni" e spiega che si tratta di "una sintesi che non vuole essere punitiva per le imprese e che non vuole incatenarle in alcun modo.

È una soluzione ragionevole, che comporta il rispetto di un percorso, che tutela i lavoratori e che mette, conclude. La norma prevede un percorso che precede l'apertura delle procedure di licenziamento e un rafforzamento delle sanzioni per le aziende che si trasferiscono all'estero. Paletti che permettono all'esecutivo di guadagnare tempo nella gestione delle crisi. 

Dopo i molti 'stop and go' registrati fin dalla scorsa estate, i ministri del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Andrea Orlando e Giancarlo Giorgetti, hanno trovato la quadra anche sul tema delle sanzioni a chi non rispetta il percorso di salvataggio della fabbrica: se un'impresa è inadempiente e non presenta il piano per la ristrutturazione o nel piano mancano gli elementi, sarà chiamata a pagare il doppio della sanzione prevista oggi attraverso il contributo per il licenziamento.

È quanto prevede la bozza dell'emendamento che il governo presenterà nelle prossime ore in commissione Bilancio del Senato. 

La legge Fornero prevede che in tutti i casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per causa diversa dalle dimissioni sia dovuta, a carico del datore di lavoro, una somma pari al 50 per cento del trattamento mensile iniziale di ASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. Il contributo previsto è pari al 41% del massimale mensile di ASpI (oggi NASpI) per dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. In caso di mancata presentazione del piano di delocalizzazione, o nel caso in cui il piano non contenga gli elementi necessari, o l'impresa sia inadempiente rispetto agli impegni assunti, ai tempi e alle modalità di attuazione del piano stesso, è tenuta a pagare tale contributo "in misura pari al doppio".

In caso di mancata sottoscrizione dell'accordo sindacale, invece, il vivendo migliaia di lavoratori", osserva Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana. "Andarsene via e licenziare diventa ancora di piu' una libertà che si può acquistare con i soldi. In questi mesi il governo poteva aprire un confronto con i sindacati e con il Parlamento. Arriva invece un emendamento alla manovra", chiosa Fratoianni.

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