"Il Pd non può autoescludersi a vita"

Alessandro De Angelis

Ecco le parole che non ti aspetti, dalla corrente che non ti aspetti. Antonello Giacomelli, uomo forte della corrente di Luca Lotti, ricorre a una celebre espressione di Alberto Ronchey, per spiegare l’esclusione dei comunisti dal governo. Dice l’ex viceministro alle Comunicazioni del governo Renzi e Gentiloni: “Mantengo tutte le critiche e le riserve sugli altri soggetti in campo ma autoinfliggerci il fattore K per i prossimi venti anni non mi sembra la soluzione”. 

Sta dicendo che bisogna dialogare con i Cinque Stelle? 

Vedo che lei, a differenza di me, ha già una soluzione. Io più modestamente pongo un problema. Abbia la pazienza di accompagnarmi in un ragionamento. Il punto di partenza è che siamo in un sistema proporzionale con tre forze in campo, giusto? 

Giusto. 

Bene, domando: abbiamo la forza o ci sono le condizioni per re-introdurre il maggioritario? 

Si risponda da solo. 

A me al momento non pare. Domando ancora: puntiamo a un partito del 51 per cento perché riteniamo che, in un periodo più o meno lungo, possiamo andare al governo da soli? A me, sempre al momento, non pare ci siano le condizioni. 

Tragga le conclusioni del suo ragionamento. 

Se il sistema resta proporzionale e questi rimangono i soggetti in campo dovremo porci il tema di come evitare una ininfluenza preventiva conclamata. Non ho risposte definitive, ma è un tema che dovremo affrontare. A partire da un dato molto concreto. Le Europee ci dicono che lo smottamento per ora non avviene verso di noi, ma tutto all’interno delle forze antisistema. 

In maniera molto democristiana, sta dicendo che va affrontato il tema del rapporto con i Cinque Stelle, è inutile giraci attorno. 

No. Altrimenti lo direi chiaramente. Sto dicendo che non si può non affrontare l’implicazione di un sistema proporzionale. Intanto il punto è entrare di più nelle contraddizioni di questa alleanza. In termini non politicisti, ma concreti. Le faccio un esempio: in una discussione tra l’ipotesi di...

Continua a leggere su HuffPost