Il Pd presenta la "sua" Commissione d'inchiesta su Salvini e Savoini

Pietro Salvatori

Eccola, la “Commissione parlamentare di inchiesta sulle trattative intercorse tra esponenti del partito Lega per Salvini Premier e persone di nazionalità russa”. È arrivata in Parlamento. E lì, con tutta probabilità, si fermerà in un cassetto del Senato. Perché è il Partito democratico ad aver presentato un disegno di legge per sfoderare la lente di ingrandimento sui rapporti fra il Carroccio e intermediari russi, su finanziamenti e eventuali tangenti, su influenze e condizionamenti. Un atto politico, duro, che si inserisce in un contesto nel quale il diretto interessato, Matteo Salvini, non ha al momento dato la disponibilità nemmeno a riferire verbalmente in Parlamento.

Sono i senatori Parrini, Alfieri e Vattuone – rispettivamente capigruppo nelle Commissioni Affari costituzionali, Esteri e Difesa - ad aver depositato tre paginette agili ma che pesano come il piombo. Perché l’obiettivo non è, come vorrebbe il Movimento 5 stelle, aprire un focus su tutti i finanziamenti ai partiti. No. È proprio capire cosa diamine sia successo il 18 ottobre scorso all’hotel Metropol di Mosca tra Gianluca Savoini, i suoi amici, e i faccendieri russi e se sia solo la punta di un iceberg le cui dimensioni sono tutte da appurare.

Il fine è altrettanto preciso. Anzitutto “verificare l’influenza dei fatti sugli assetti geopolitici dell’Italia, sulla sua collocazione europeista e transatlantica, nonché sulla politica economica, estera ed energetica del governo”. In secondo luogo appurare la correttezza dello “ svolgimento dell’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia svoltasi il 26 maggio 2019 e, di conseguenza, sulla vita democratica e sull’indipendenza dell’Italia da condizionamenti esterni”. Infine accertare l’impatto sul sistema delle tradizionali alleanze dell’Italia e sul suo collocamento geopolitico.

Una mossa che accompagna gli incontri fissati da Nicola Zingaretti oggi con la presidente del Senato, Elisabetta...

Continua a leggere su HuffPost